lunedì 12 dicembre 2011

Blogger On The Road: Dal Lago Maggiore all'Alto Vergante con pranzo al "Cantuccio"

Domenica scorsa ritorno a Stresa per una breve ma piacevole gita domenicale nonostante il grigiore del tempo.

Da bravo genero mi sono presentato alle 11 puntuale per una passeggiata in famiglia con bimba sulle spalle, e successivo pranzo in zona Alto-Vergante, strada collinare comprendente i comuni sulla sponda del Lago Maggiore da Arona a Baveno, ed i paesi che dall'alto guardano con occhio sognante il grande specchio d'acqua, nel nostro caso Brovello Carpugnino, situato proprio ai piedi dell'imponente Mottarone.
La strada è piacevole ed il territorio affascinante, ideale per motociclisti, ciclisti, e amanti di escursioni tra i sentieri nei boschi di faggi e castagni, da fare a piedi o in mountain bike.

Lunga la strada qualche antica chiesa che merita una visita. Il tutto nel grande silenzio e pace di questo territorio, ideale per staccare la spina anche per poche ore.

Visto il poco tempo non ho potuto approfondire molto, ma mi riprometto con più calma di percorrere il tragitto completo magari includendo anche il il giro del Mottarone: dal lago Maggiore salita in montagna e discesa dall'altra parte direttamente sul Lago d'Orta.

Per il pranzo abbiamo optato per il Ristorante il Cantuccio, ambiente molto familiare, accogliente e semplice, con mura dipinte di colori accessi in stile "spugnato", stucchi agli angoli e archi a dividere una sala dall'altra.
Menu molto vario che comprende alcuni piatti tipici della zona, selvaggina di vario tipo ma anche piatti classici della cucina italiana.

Come primi interessanti le tagliatelle con sugo di lepre, i tagliolini al tartufo, la pasta con i funghi, il risotto alla toma del Mottarone fino a spaziare con i ravioli ripieni di zucca o di carciofi o i piu ambiziosi spaghetti allo scoglio.

Come secondi (le nostre scelte) dal cinghiale in umido con polenta al brasato al barolo con funghi, per continuare con la tagliata all'aceto balsamico fino al Tepelucco con polenta (una sorta di ragu molto saporito senza pomodoro). Tutti molto buoni, sapori semplici ma ruspanti e genuini. Non mancano nel menu piatti di pesce di mare e di lago.

Chicche tra i contorni: fiori fritti e carciofi alla romana, entrambi buoni nonostante non siano tipici della zona.

Ottimi i dolci fatti in casa, discreta la cantina, prevalentemente fornita di vini piemontesi.

Servizio rapido e molto cortese, rapporto qualità prezzo eccellente (sotto i 30€ a testa).

Da provare, anche più di una volta.

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domenica 11 dicembre 2011

Brunello di Montalcino 2001 di Casanova di Neri: L' assaggio dopo cinque lunghi anni

Nell'ormai lontano giugno del 2006, per festeggiare il primo anniversario di nozze, spesi divinamente qualche giorno di vacanza in Toscana per visitare la bella terra del Chianti con l'obiettivo duplice di degustare i prodotti del territorio (vino su tutti) e visitare le tanto decantate meraviglie della zona del "Gallo Nero".

La tentazione fu però troppo forte, ed è stato facile nel lungo girovagare ritrovarci un pò più giù in un'altra zona "calda", quel magico e meraviglioso fazzoletto di terra a sud di Siena, comprendente borghi del calibro di Montepulciano e Montalcino (ma non solo), feudi di eccellenza del vino italiano.

Chiaramente, oltre a qualche assaggio in enoteca, approfittai per visitare qualche cantina più o meno conosciuta, anche se purtroppo tornato a Nord dopo qualche giorno, la sensazione era di aver fatto un gran "potpourri" senza aver trovato il bandolo della matassa.

Ma mi sono dilungato anche troppo.....tra le tante bottiglie acquistate, c'era anche un Brunello di Montalcino 2001 della celebre azienda Casanova di Neri, sapientemente:) lasciato affinare per ben cinque anni nella mia modesta cantina (un portabottiglie Ikea), nella speranza un giorno di bere un vino superiore.

L'altra sera non ho resistito, e ho aperto la bottiglia. Le attese erano alte tenuto anche conto che l'annata 2001 è considerata se non eccellente sicuramente tra quelle ottime degli ultimi 10 anni.
Nel mio caso stiamo parlando "solo" del prodotto base della cantina, che annovera tra le sue file campioni ben più importanti. Ma tra le bottiglie che acquistai, il mio "fuoriclasse" era proprio lui..

A parte un colore ottimo, le prime impressioni sono state negative. Tanto legno, invadente e monopolista all'olfatto.
Ha avuto bisogno di un pò di tempo per ossigerarsi in modo adeguato, ed il naso si è arricchito di note di ciliegia e di frutta matura, marmellata di prugne e sentori più evidenti di spezie, cuoio, tabacco e più sottili di chiodi di garofano.
Il barrique fa in ogni caso la sua parte con note tipiche di vaniglia e più marcate e ricorrenti di tostatura e caffè.

In bocca è intenso ed entra aggressivo. Il tannino è ancora da domare, e insieme ad un'acidità di tutto rispetto che fa bene sperare per una lunga vita, toglie un pò di armonia e bevibilità al vino, che risulta ancora un pò scomposto e allappante.
Struttura importante e finale lungo e fresco.

In definitiva "solo" un buon vino ma con prospettive molto interessanti in termini di evoluzione futura. Tra dieci anni sono convinto che avrei bevuto un vino migliore e più equilibrato.

Da abbinare con cinghiale, capriolo e polenta, coniglio in salmi o cacciagione in generale, maiale arrosto, stufato di manzo, grana padano, groviera o formaggi stagionati.

Il prezzo si aggira tra i 30€ e i 40€ in enoteca.

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sabato 10 dicembre 2011

Ristorante Lounge Cafè Milano Centro: pranzo in Duomo tra shopping e regali di Natale

Tempo di shopping per regali di Natale, i negozi sono sempre aperti e questo lungo ponte milanese è sicuramente un buona occasione per girare tra i negozi dei centri nevralgici della città con l'obiettivo di provvedere anche quest'anno agli obblighi consumistici delle nostre amate/odiate feste.

Quale migliore occasione per recarmi in zona Duomo (poche volte durante l'anno) e approfittare dei regali per scoprire qualche nuovo locale o ristorante per allietare la giornata e far riposare la schiena dalle lunghe camminate metropolitane (che fatica!)

Ecco quindi l'occasione per provare il restaurant lounge cafè Milano Centro, risto-paninoteca ideale per un pranzo di buona qualità senza perdere troppo tempo.

Location ampia e curata, se c'è posto nella sala principale è possibile ammirare il Duomo grazie ad un'ampia vetrata frontale davanti a piazza Beccaria.
Luci a forma di balloon, prosciutti appesi alle pareti, arredamento moderno e luminoso accolgono i clienti in un'atmosfera piacevole anche se un pò confusionaria con tavoli molto vicini.

Il menu è paragonabile a quello della più nota catena Panino Giusto. Non mancano infatti varie tipologie di panini, piatti freddi, insalate, e alcuni piatti caldi di carne (tacchino, tagliata, filetto, pollo) da accompagnare con qualche contorno.
Oltre al menu standard è presente un menu del giorno con alcuni primi speciali (paste, ravioli,salmone ecc).

I panini sono ottimi, salumi prodotti da artigiani in esclusiva, salse fatte in casa, pane morbido e ingredienti sicuramente di buona qualità. La scelta è molto ricca e non è difficile trovare il panino adatto per i propri gusti. Buoni i dolci, anche questi prodotti in loco.
Un pò modesta l'offerta di vini e birra, che si potrebbe potenziare per rendere più sfizioso e personalizzato il pranzo.

Il servizio è puntuale e cortese.
Nota negativa: il conto. Due panini, un dolce, acqua, birra e caffè: 28€
Ma la vista, e soprattutto la comodità del locale valgono almeno un giro. Si rimane a due passi dai negozi, e di questi tempi fa la differenza:).

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giovedì 8 dicembre 2011

Il nuovo disco di Bruce Springsteen: cresce l'attesa tra i fans e il Rolling Stone dice che...

Dopo le tanto attese conferme sul tour europeo di Bruce Springsteen, previsto per giugno 2012, i tanti "blood brothers" sparsi in Italia e in tutto il mondo, si stanno interrogando ogni giorno di più su come sarà il prossimo disco del Boss.

C'è grande curiosità, anche perchè purtroppo oltre a Danny Federici mancherà uno dei pilastri indimenticabili della più grande macchina di Rock&Roll mai esistita: il compianto saxofonista "Big Man" Clarence Clemons, assenza che sul palco si noterà parecchio, da tutti i punti di vista.
Non sarà la stessa cosa ma giustamanente, come disse il Boss al funerale dell'amico, lo spettacolo deve andare avanti, la "macchina" deve fare quello che sa fare meglio: musica.

Sappiamo quindi che in teoria la band ci sarà , ma non sappiamo ancora la scelta tecnica che Springsteen farà per la parte "fiati": usare qualche new entry, pescare ancora dalla Seeger Session Band oppure attingere da gruppi che lo hanno accompagnato in alcune esibizioni nel passato (tour di Tunnel Of Love piuttosto che al SuperBowl)?

Il Boss negli ultimi dieci anni ha lavorato tanto e in modo quasi frenetico, uscendo con parecchi dischi (cinque in quasi sette anni) e diversi progetti alternativi, che hanno sicuramente ribaltato quello che era il modus-operandi anni 70/90, dove scriveva tantissimo, anche materiale di gran qualità, per poi pubblicare molto meno rispetto alle possibilità e alle attese dei fans..ripagate poi nel corso degli anni....diciamo che è stato lungimirante, visto l'indubbio valore di opere come Tracks o il cofanetto di Darkness on the Edge of Town.

In ogni caso, l'ultimo lavoro ufficiale (Workin' on a dream) a parte qualche canzone di grande spessore (Outlaw Pete, The Last Carnival, The Wrestler e qualcos'altro) non era proprio indimenticabile, e le attese per il prossimo sono in parte molto alte, dall'altra frenate dai dubbi sulla band e sul tempo a disposizione che è stato in ogni caso superiore rispetto al periodo Magic-Woad.

Proprio ieri l'americano Rolling Stone ha pubblicato un interessante articolo (ovviamente da prendere con le molle) sul Boss, dando alcune indicazioni sulle prime date americane, e confermando che l'album è quasi pronto e uscirà i primi mesi del nuovo anno. Questione di ritocchi.
L'amico e grande rocker Bob Seger assicura che Bruce ne ha parlato come un disco originale (unusual) e miglior lavoro degli ultimi anni.

Classica mossa di marketing o qualcosa di più?

Su Facebook si parla anche delle prime date USA il 12 o 13 dicembre, con il primo singolo nella seconda settimana di gennaio...ma ancora non c'è nulla di confermato.

Stay tuned

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mercoledì 7 dicembre 2011

L'Editoriale: Lacrime e sangue, il Blogger torna a casa

Si vola in autostrada dopo le allucinazioni dell'ultima notte, lontano da Milano, distante dalle luci dei locali affollati di corpi in cerca di seduzione, di volti sbiaditi dimenticati dopo pochi attimi, di voci vicine e lontane che sono rumore, chiacchiere che ruotano intorno a noi e si disperdono vacue sul cielo scuro che inghiotte i grattacieli della metropoli, guardiani immobili della città che non dorme mai.

Veloce lungo la strada che porta a casa, col pedale che spinge frenetico sull'asfalto bagnato, ascolto la voce stridula del menestrello cantare di un "Uragano"che un tempo avrebbe potuto essere il campione del mondo, mentre i distributori di benzina sfilano anonimi lungo la strada evocando storie americane di frenetiche corse in macchina sull'asfalto delle highway desolate, di moderni cowboy disperati in cerca della dea bendata in un saloon da quattro soldi, di spazi sconfinati dove lasciare il segno del proprio passaggio.

Nello specchietto retrovisore posso vedere le lacrime e il sangue della mia città, gli occhi umidi e ingannevoli di una promessa evaporata nel silenzio di questa lunga notte, un' idea in frantumi dopo una lotta convulsa sullo sfondo di un' inquietudine mai doma.

Davanti a me la lunga strada verso sud si apre alle timide luci dell'alba, mentre i giorni di gloria invadono con estasi festosa e roboante la radio mai doma che urla la voce del Boss in tutta la pianura padana.
Tempo di esplorare nuove terre, di irridere il tempo e volare deciso dentro la foschia invernale che risucchia tutto dentro il suo manto grigio.

Il Blogger torna a casa, tra i banconi lucidi e incasinati del suo Bar, tra le mille bottiglie di vino in attesa dell'orgasmo enoico, tra le mappe del suo mondo cosi inquieto ma senza confini certi...

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martedì 29 novembre 2011

Gattinara Anzivino 2005: Assaggiamo l'"altro Nebbiolo"

Qualche mese fa, sono stato con il compagno di avventure "enologiche" dalle parti di Gattinara e Ghemme, alla ricerca di qualche Nebbiolo da ricordare e portare a casa per una degustazione in compagnia.
Era febbraio, mese un pò desolante, soprattutto in zone un pò depresse come quella "fetta" di territorio al confine tra la provincia di Vercelli (Gattinara) e quella di Novara (Ghemme).

Assaggiati i vini un pò scorbutici della cantina sociale del paese (ci siamo fermati al primo), preso il due di picche da Antoniolo ( non fa degustazione nel punto vendita..mah), siamo arrivati già nervosi all'enoteca regionale di Gattinara, in cerca del sospirato riscatto.
Finalmente un pò di cortesia e di ospitalità, abbiamo assaggiato quattro o cinque vini del posto...e scoperto che da quelle parti la degustazione è sempre a pagamento...va be, ne riparleremo.

Tra i vini acquistati la prima delusione mi è arrivata dal Ghemme 2004 di Ioppa, ottimo in enoteca, ma con un significativo sentore di tappo a casa mia settimana scorsa..ma ci può stare.
Mi sono rifatto con il Gattinara 2005 di Anzivino, davvero un buon vino.

Un bel rosso granato tipico da Nebbiolo con un unghia appena aranciata.
Bel naso, elegante e di discreta ampiezza. Frutta rossa, viola e note speziate, accenni di noce moscata e sentori di pepe e liquirizia più marcati.
In bocca non delude, buon corpo, tannino vivace e di spessore ma già pronto per una beva appagante, la bocca rimane asciutta con un leggera ma gradevole astringenza.
Vino fresco corroborato da una buona acidità che gli garantirà un invecchiamento lungo e felice.
Il vino ozia in bocca per diversi secondi, con note amarognole di mandorle che lasciano la bocca senza fretta e con rinnovata seduzione.

In enoteca sui 16€, buon esempio di Gattinara, anche se secondo me ci sono campioni migliori (ma più cari).
Da abbinare con piatti di carne sostanziosi, arrosti o brasati, selvaggina, formaggi stagionati e primi piatti elaborati come il risotto condito con lo stesso vino.

Curiosità: Anzivino era un imprenditore edile di San Donato, ora viticoltore in Gattinara. Grande! E' anche agriturismo con possibilità di mangiare e pernottare...se volete farvi un week end alternativo..

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lunedì 28 novembre 2011

Lo strano caso del prato di San Siro:biglietti polverizzati in poche ore...

Giovedi scorso TicketOne, ormai unico canale di vendita in Italia per biglietti di spettacoli teatrali, concerti ed eventi di vario genere, ha messo in vendita sul proprio sito internet i biglietti per i concerti di Bruce Springsteen che si terranno in Italia durante il 2012 a Milano, Firenze e Trieste.

Badate bene: tre date in Italia di un artista che viene ormai ogni 2/3 anni in stadi di capienza di un certo tipo. Alle 16 dello stesso giorno i biglietti per il prato di San Siro erano misteriosamente scomparsi. Com'è possibile?
Ovviamente i ragazzi del call center non ne sapevano nulla, mistero assoluto sulle cause di questo repentino esaurimento, nessuno in grado di darti spiegazioni o di dare indicazioni su prossime vendite online, guarda caso dei biglietti più "accessibili".
Tra l'altro ormai non è possibile nemmeno ripiegare (come qualche anno fa) sui negozi di musica della metropoli: da Mariposa a Bonaparte, da Buscemi a Psyco, ormai tutti alle dipendenze del meraviglioso sito Ticketone.

Vi sembra possibile che i biglietti di un prato come quello di San Siro possano finire dopo poche ore??
Eppure il Boss ormai da anni, pur riempiendo lo stadio non fa mai un vero sold out...

Indagando su Internet vai a scoprire che esistono siti organizzati e molto professionali come questo oppure quest'altro che hanno parecchie disponibilità di biglietti, offerta variegata per tipologia e prezzi...ma la cosa più bella è che i prezzi sono esorbitanti, ben più alti di quelli ufficiali al pubblico.

Ma vi sembra accettabile? Si parla sempre di speculazione finanziaria, di squali arrivisti che ti aspettano in banca per proporti truffe o patti con il diavolo, di "uomini in nero" che governano il mondo dalle stanze segrete del potere, ma di questa categoria di "truffatori"silenziosi che sono in attesa da qualche parte pronti a speculare sulle passioni e i momenti di svago della gente comune ne vogliamo parlare?

Questa sarebbe la democrazia di Internet? I fans degli artisti di turno, persone che risparmiano per concedersi uno sfizio o una serata diversa, gente abituata ad comprare biglietti nel negozio di fiducia si vedono beffati da un sistema occulto, invisibile, organizzato all'inverosimile che in poche ore, esattamente come per i sistemi automatici usati per il trading speculativo, riesce a saturare tutti gli spazi, a ribaltare le logiche del mercato, a raggirare le regole del gioco, al di là della banda larga, del refresh del browser, dei server che cadono esausti e delle altre amenità che ci propinano...
Chicca finale, che suona come una bella presa in giro la potete trovare qui: chapeu!

Qualche settimana fa la Repubblica (ahime mi tocca pure citarla) denunciava questo sistema sicuramente sottile e ben organizzato in un articolo non privo di dettagli significativi...

La parola a voi...sperando che un pò di polvere venga fuori dalle strade buie dell'Angolo...

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domenica 27 novembre 2011

Serre IGT 2009: Alla scoperta del vitigno Susumaniello

Dall'evento recensito settimana scorsa, sono tornato a casa con due bottiglie di Serre IGT della Cantina due Palme, viticoltore pugliese tra i più noti in Italia.
Il Serre è fatto con uve Susumaniello in purezza, uno dei tanti vitigni autoctoni italiani recuperati negli ultimi anni, sui quali l'enologia del territorio sta investendo con impegno.

Ci sono molti vitigni al Sud come nel resto di Italia, poco noti ma di indubbie qualità (dal Tamurro in Basilicata, al Maglioppo e Gaglioppo in Calabria, il Susumaniello in Puglia, l'ormai noto Nerello in Sicilia solo per citarne alcuni) che seppur fuori dalle mode e dalle attenzioni del marketing del vino, sono in grado di regalare assaggi di notevole piacevolezza, con la speranza che grazie al costante lavoro dei produttori possano garantire in futuro standard di qualità e tipicità utili per differenziare e personalizzare un mondo del vino che negli ultimi decenni ha rischiato un'indubbia omologazione dei prodotti proposti e dei gusti personali.

Ad ogni modo il Susumaniello (detto anche Somarello Nero) in questione, non delude all'assaggio, conferma le buone impressioni riscontrate in fiera, e mi spinge a curiosare nel nuovo punto vendita della Cantina Due Palme a Milano, occasione interessante per approfondire la degustazione dei vini pugliesi che propone il produttore.

Il Serre è un vino giovane ma ambizioso, rosso rubino acceso con ancora qualche nota violecea, franco e di buona beva pur essendo dotato di un corpo di tutto rispetto.
Molto fruttato (ciliegie e prugne), con note di viola e marmellata a completare le sensazioni primarie.
Spezie dolci (vaniglia e cannella) con sottofondo balsamico e leggere punte di mineralità completano il profilo olfattivo, meno complesso e ampio rispetto alle prime impressioni.
In bocca è morbidissimo, vellutato e dolce tanto da sembrare quasi abboccato. E' un vino particolare, unico in alcune sfumature, ma ben bilanciato da una buona acidità che rende il vino fresco e pulito con un retrogusto amarognolo che rende il finale meno stucchevole e scontato rispetto alla beva, che risulta comunque gradevole.

Il Serre è una bella donna, da avventura di una notte più che da lenta e ricercata seduzione. Affascina più per le sue curve e la sua bellezza carnale che per il fascino misterioso dei suoi occhi o l'eleganza nel portamento.

Ideale per chi vuole bere vini immediati e pronti, rotondi e senza spigoli.

Buon rapporto qualità prezzo, sui 9/11€ in enoteca.

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martedì 22 novembre 2011

Bruce Springsteen in Italia: E' ufficiale! Tre concerti a Milano, Firenze e Trieste

Era nell'aria dai...tutti ormai stavamo aspettando con curiosità e con la solita vecchia "fottuta" attesa che accomuna noi fans del Boss; troppi i rumors e le notizie fuoriuscite dai corridori di casa Springsteen, tipico "tam tam" fatto a regola d'arte per scaldare i motori per il 2012.

Il promoter Claudio Trotta, ormai famoso per il processo a suo carico generato dall' extra-time dell'ultimo concerto a San Siro, ci aveva messo del suo su Facebook, con qualche post qua e là giusto per amplificare la cuoriosità di tutti noi: blogger dell'ultimo minuto, moderne groupie di mezza età, signori attempati in cerca dell'ultima fiammata e qualche orda di ragazzini che tutto sommato apprezza ancora il vigore di questo inossidabile sessantenne.

Qualcuno ancora mi chiede come mai mi piace Bruce Springsteen...a parte che basta ascoltare con attenzione la sua discografia, soprattutto quella "classica" a cavallo tra i '70 e gli '80, ma la verità è incapsulata in una vecchia frase di un famoso giornalista americano: "Al mondo esistono solo due tipi di persone: quelli che amano Bruce Springstreen e quelli che non lo hanno mai visto dal vivo!".

Invito le seconda categoria a spendere una cinquantina di euro per investire su una grande serata di rock&roll, per avere finalmente la sospirata risposta e per passare definitivamente dalla parte giusta:)..

Ad ogni modo ecco le date e le prime indicazioni sui Biglietti:
7 Giugno MILANO-Stadio San Siro
10 Giugno FIRENZE-Stadio Franchi
11 Giugno TRIESTE-Stadio Nereo Rocco


E il nuovo disco? C'è solo da avere pazienza ancora qualche giorno...

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lunedì 21 novembre 2011

Ristorante Alberobello: sapori di Puglia a Milano

E dopo la vivace ed intensa sortita all'Hotel Marriot, con una buona dose di alcool nel sangue, non si poteva far altro che terminare la "serata libera" con una cenetta "defaticante" in uno dei tanti locali presenti in zona.
Sempre attratto dai ristoranti specializzati in cucina regionale italiana, ho ripescato un posto già provato anni fa, specializzato in cucina pugliese con la variante della pizza.

Il locale è molto bello e caratteristico, dotato di una veranda molto gradevole ideale per coppiette in cerca di atmosfera, ma arredato in modo felice anche all'interno; un'unica sala abbastanza ampia con un tetto di legno ben strutturato a dare un'atmosfera calda quasi da montagna con i tavolini di legno apparecchiati con le tipiche tovagliette a quadratoni rossi da osteria.

Il menu è vario ed include diversi piatti interessanti sia di terra che di mare.
A mio avviso conviene iniziare direttamente con i primi tipici, abbondanti e vera specialità del ristorante. Dalle classiche orecchiette alle cime di rapa ai cavatelli cozze e ceci, dalla Tiella barese (riso, patate e cozze) ai cicatielli spada e cardoncelli, solo per citarne alcuni, ma non mancano classici di mare come gli spaghetti alle vongole e bottarga e le ottime linguine al cartoccio in crosta.

Anche i secondi sono decisamente stuzzicanti: il branzino alla pugliese era ottimo, pesce molto fresco condito con olive, patate, pomodorini e capperi. Fine e gustoso. In alternativa orata alla vernaccia, pesce spada alla mediterranea oppure per gli amanti della carne le classiche tagliate e costate, il caciocavallo alla griglia o le costolette di agnello alla brace con radicchio.

Ho mangiato bene e mi piacerebbe tornarci per assaggiare altre specialità. Non è uno di quei ristoranti dove basta un giro per farsi un'idea definitiva. Interessante la pizza, cantina sufficiente.
Rapporto qualità prezzo ottimo, migliore di tanti altri ristoranti pugliesi a Milano, personale cortese ma un pò serioso, locale bello e ideale anche per l'abbinata cena-cinema, vista la vicinanza col multisala Ducale, da fare in coppia o con compagnie di amici.

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domenica 20 novembre 2011

Weekend della Degustazione 2011: La recensione del Martux

Alla fine la curiosità era tanta, e sabato sera verso le 19 mi sono recato all'Hotel Marriot a Milano per partecipare alla 19esima edizione del Weekend della Degustazione.

Devo dire che la serata è stata sicuramente interessante e piacevole fino ad una certa ora, verso le 21 la gente presente è diventata veramente troppa con accessi continui, dettaglio che sicuramente ha reso più confusionario e meno godibile il mini tour tra i vari stand.

Location molto elegante e curata, produttori affabili e desiderosi di far conoscere i propri vini, qualità degli assaggi nel complesso discreta con alcune punte di notevole interesse. Non sono riuscito a provare "qualcosa" di ogni produttore, ma sicuramente mi hanno colpito in particolare il Sangiovese Base, il Rosso e il Brunello di Montalcino 2004 dell'Agricola Le Benducce, Sassella della cantina Balgera e Amarone e Primitivo (!!) della Casa Vitivinicola Tinazzi.

Nota a parte merita la già celebre Cantina Due Palme, dove la qualità degli assaggi è stata particolarmente rilevante. Il Serre da uve autoctone Susumaniello è ottimo, ma anche il Canonico da uve Negroamaro mi è parso un vino interessante e di pronta beva. Stuzzicante la recente apertura di un punto vendita a Milano della stessa cantina, che visiterò quanto prima.

Apprezzabile la presenza di qualche banchetto gastronomico, con degustazione di formaggi, salumi e altri prodotti tipici. Durante gli assaggi era quasi sempre possibile accompagnare la beva con qualche stuzzichino preparato ad hoc, dai semplici grissini fino a pane toscano imbevuto in olio artigianale, formaggi ecc.

Mi hanno detto che venerdì sera non c'era nessuno, occasione perfetta dunque per gli appassionati di vino. Per fare serata, o per rifarsi gli occhi (troppe distrazioni:)) il sabato sera è sicuramente più adatto, caratterizzato da tanto pubblico, per altro piuttosto giovane, e forse non sempre realmente interessato a scoprire i segreti del mondo del vino.

Sicuramente un'esperienza da ripetere, con più calma, cercando di coprire maggiormente la lista dei produttori presenti (alcune regioni purtroppo le ho saltate).

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Bruce Springsteen in Italia nel 2012: Milano, Firenze e Udine?

E dopo i vari rumors circolati sul web tra settembre e ottobre, dimostratisi poi delle bufale, è giunta proprio ieri la notizia di un imminente annuncio di Springsteen relativo ai piani futuri per il 2012.

L'annuncio "ufficiale" dovrebbe essere il 22 novembre, e includerà aggiornamenti sul possibile nuovo album e sulle date per il tour del prossimo anno anche se non viene specificato se sarà con la band o in altra formazione. In Italia le tappe dovrebbero essere Milano, Firenze e Udine.

Ci siamo questa volta? Un segnale positivo arriva proprio dall'Italia, in particolare dalla pagina facebook del noto promoter Claudio Trotta che condivide direttamente il link italiano della notizia, che riporto qui sotto:


Stay tuned

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sabato 19 novembre 2011

Ristorante Gargantua: tradizione toscana nel cuore di Milano

Ore 12, partenza da Lacchiarella (provincia Milano Sud) avvolti nella nebbia di autunno, direzione Milano, dove una discreta giornata di sole riscalda timida i palazzoni della metropoli.

Pranzo al ristorante Gargantua in corso di Porta Vigentina 31, classicissimo ristorante toscano di lunga tradizione, occasione per festeggiare il compleanno del fratello del Blogger in famiglia "allargata", e per prendere spunto per qualche post da pubblicare:).

Il locale è molto rustico e genuino, semplice nei suoi arredi, caratterizzati dalle mura bianche tipo buccia d'arancia e semplici tavoli e sedie di legno.

Gli antipasti sono stati decisamente la portata forte del pranzo. Bruschette toscane con salsiccia cruda, misto di salumi, lardo, tartarre di tonno, polpette di carne e frittata di verdure, gamberetti con cannellini e insalata di mare. A parte l'ultimo che non ho assaggiato devo dire che il resto era semplicemente ottimo e quasi sufficiente per considerare il pranzo chiuso.

I primi proposti sono stati i rigatoni al ragu toscano e i tagliolini con gamberi e zucchine; personalmente ho optato per una tagliata con rucola (solo discreta) accompagnati da ottimi carciofi e patatine fritte molto sottili. Sono passate anche delle fiorentine di ottimo aspetto e piatti di mare come fritto misto e rombo al forno.

Buona la cantina, la scelta è caduta su un prosecco e una bonarda frizzante entrambi molto piacevoli.

Servizio essenziale ma cortese e puntuale. Buona ma abbastanza scontata la torta (solito pan di spagna con panna e frutti di bosco), accompagnato da un discreto moscato.

Ristorante adatto per tutti i palati, ideale per pranzi o cene di lavoro e per cenette romantiche. Il prezzo credo oscilli tra i 40 e i 50€, ma non avendo pagato non so darvi riscontro preciso.

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giovedì 17 novembre 2011

Weekend della Degustazione all'Hotel Marriot di Milano - 19esima Edizione

Segnalo questo interessante evento per gli appassionati di Vino e Degustazione.
A Milano, al Marriott Hotel di via Washington, 66 dal 17 al 19 Novembre si aprirà la 19esima edizione del Weekend della Degustazione, aperta al pubblico dalle 18 alle 23.
Il prezzo intero è di 15€, ridotto a 10€ in caso di registrazione online.

La formula è sicuramente azzeccata e consiste nella possibilità di assaggiare circa 300 etichette di una cinquantina di produttori di piccole medie dimensioni, non ancora distribuiti su Milano.

E' quindi una buona occasione per avvicinarsi al mondo del vino, per approfondire alcune aree geografiche o per andare alla scoperta di qualche produttore non ancora famoso.
Oltretutto, chicca non da poco, in caso di assaggi graditi, sarà possibile direttamente acquistare le bottiglie al prezzo di cantina (spero, in realtà non è specificato).

I vini degustati saranno raccontati e presentati direttamente dai produttori, che nel complesso copriranno 11 regioni italiane, tra le quali alcune delle più rinomate.

Buona degustazione

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martedì 15 novembre 2011

Villa Donoratico della Tenuta Argentiera: il fascino della terra di Bolgheri

Ah il vino che grande mistero!
Tutte quelle bottiglie una sopra all'altra nel mio sfigatissimo porta-bottiglie di legno Ikea da 24, che mi guardano sdegnate ma in fondo innamorate di questo assaggiatore ingrato e vampiro, che non ha saputo coccolarle donando loro una cantina fresca dove nascondersi dalla calura estiva, e nemmeno una costosissima cantinetta frigo, che in casa mia ci starebbe bene come un elefante in una gioielleria...

Svogliato, mentre tutti dormono, ultimo baluardo di una vivace serata nebbiosa, mi accingo all'ardua scelta...e cosi dal nulla, una bottiglia misteriosa ed entrata in punta di piedi in casa Martux (regalo di mio suocero) mi sussurra insistente come una sirena adescatrice di fare l'amore con lei...di assaggiare il suo segreto...e sia!

Bolgheri DOC 2003 "Villa Donoratico" della Tenuta Argentiera (70% Cabernet Sauvignon - 25% Merlot - 5% Cabernet Franc), si apre al mio naso con una fastidiosa ed evidente nota di riduzione, dopo che lo stesso tappo non mi aveva lasciato presagire nulla di buono...

Ma il vino è vivo, muta nel tempo, respira e sprigiona la sua linfa vitale come un' energia a lungo tenuta celata, come il genio della lampada esce dalla bottiglia desideroso di soddisfare i desideri del suo fortunato padrone...bere un gran vino....

La riduzione svanisce e il vino si apre in tutta la sua complessità e ampiezza. Ciliegie, chiodi di garofano, cuoio, tabacco, caffè sono solo alcuni dei sentori che si intrecciano e si susseguono al naso in un vortice di sensazioni che si rincorrono col passare dei minuti.

Sottofondo animale, selvatico e non ancora domato del tutto, ricordi di china penetrano nell'olfatto mentre le sensazioni di bosco e muschio bagnato evocano la madre terra da dove viene l'uva, in un rito di perfetta imperfezione che è pura goduria per i sensi e per la mente.

In bocca conferma la grande ricchezza ma anche l'evidente squilibrio che è l'elemento di maggior fascino di questo vino ma anche il suo limite.
La struttura è buona ma non cosi importante come ci si aspettava, il tannino c'è, elegante e generoso, in armonia quasi perfetta con l'acidità, fa risultare il vino ancora fresco e vivo nonostante una già buona rotondità.

Retrogusto di liquirizia, ritorni di caffè e cacao amaro, appagante prologo di un finale che non finisce di stupire per le piacevoli memorie che godono leziose sul languido palato.

Un bel vino, segnato da qualche imperfezione che però non pregiudica l'assaggio ma ne esalta umanità e fascino misterioso.

Prezzo medio in enoteca sui 19€.
Da abbinare con ravioli al brasato, cinghiale, entrecote, filetto alla griglia, faraona arrosto, anitra alla arancia...e i soliti formaggi di medio-alta stagionatura, che ci stanno sempre bene.

Grazie genio..

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lunedì 14 novembre 2011

Aglianico del Vulture Covo dei Briganti 2003: un assaggio contro il freddo di Novembre

Novembre, il freddo comincia a farsi cattivo. 5° gradi, umido e nebbia avvolgono le strade bagnate intorno a me. Tempo di vini che scaldano sangue, anima e cuore.
Aglianico del Vulture "Covo dei Briganti" 2003 della cantina Eubea, azienda di Rionero in Vulture.

L'avevo bevuto due anni fa al Vinitaly, all'interno di una mattinata molto soddisfacente dedicata alla Basilicata, e mi aveva lasciato un buon ricordo.

Considero l'Aglianico (e non sono il solo) come uno dei più grandi vitigni italiani, con margini di crescita qualitativa ancora importanti e in grado di regalare emozioni ancora non del tutto rivelate.
Le aspettative sono sempre alte dunque, e devo dire che almeno in parte deluse da questo assaggio.

Si tratta sicuramente di un buon vino, ma almeno personalmente l'ho trovato un pò slegato tra olfatto e gusto.
Il colore è abbastanza in linea con l'età, granato pieno con qualche riflesso aranciato sull'unghia.
Il "naso" è la parte che lascia più perplessi, un pò spento, piatto senza quella opulenza e complessità che ci si aspetta da questi vini.
E' fin troppo maturo, sembra aver intrapreso anche se ancora timidamente la sua parabola discendente. Solo girandolo con insistenza regala qualche spunto più vivace.
Note di marmellata e di frutta molto matura, quasi appassita (ciliegie, amarene), sentori di tostatura tipici dell'invecchiamento in botti, e spezie dolci a definire il quadro olfattivo.
In bocca è più vivo, buona struttura, intenso e caratterizzato da un tannino ancora prepotente, quasi ruvido nel legare la bocca. Acidità buona a far scongiurare un rapido declino, armonia ancora tutta definire e finale ammandorlato molto piacevole.

Un assaggio nel complesso discreto, anche se non particolarmente entusiasmante.
17€ circa in enoteca, da abbinare ad arrosti e brasati o in alternativa a cacciagione, agnello al forno, polenta e spezzatino o formaggi stagionati.

Ma vorrei che il celebre Claps, nonchè fornitore del vino mi fornisse i suoi di abbinamenti tipici, visto che è della zona:)

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giovedì 10 novembre 2011

Visitare Bormio: Storia, shopping, enogastronomia e benessere in Valtellina

Circa duecento km separano Milano da Bormio, ridente località di montagna situata nel cuore della Valtellina.
Non sono tanti tutto sommato, peccato che solo la prima parte è percorribile mediante la super strada che parte da viale Monza e raggiunge i pressi di Colico, mente la seconda metà è su strada statale ad una corsia, piacevole da scoprire durante il tragitto, ma insidiosa per la durata complessiva del viaggio.

Tre ore e trequarti all'andata, con arrivo in albergo alle 18:45, accettabile per essere sabato.
Hotel San Lorenzo, in pieno centro, un simpatico tre stelle dall'ottimo rapporto qualità prezzo, accogliente, caldo, con una colazione "fatta in casa" spettacolare: brioches naturali di tutti i tipi che emanavano profumi persi nei meandri della memoria e la strepitosa crostata di mirtilli specialità della panetteria "clou"del paese valgono da sole il prezzo dell'albergo.

Passeggiando tra le vie si respira un'aria quasi gotica, enfatizzata dall'autunno e dai colori dell'imminente festa di Halloween; strade silenziose accompagnate da muri e palazzi antichi, vecchie torri e chiese che si elevano verso il cielo.
Dal punto di vista storico non mancano le chicche e gli angoli da visitare con più attenzione (Piazza del Kuerc, Torre degli Alberti), aspetto che si amalgama in modo naturale con i tanti negozi tipici e non che permettono ai turisti di fare shopping con soddisfazione e che accendono di luci e calore la strada principale del paese. L'unico a soffrirne è il portafoglio..

Enogastronomia sugli scudi: da non perdere l'enoteca Guanella, un pò cara ma ben fornita di vini locali anche di produttori non molto noti, il negozio di alimentari "La Sceleira" di Franco Pozzi strepitoso emporio di formaggi, salumi, e altri prodotti tipici o fatti in loco, senza dimenticare la panetteria in via Roma, dove potete trovare pane, pizze e focacce,e soprattutto la torta di mirtilli citata in precedenza...armatevi di pazienza, la coda è una costante...quando non c'è significa che dentro non è rimasto nulla:).

La passeggiata continua tra le vie del paese, la piazza Centrale con il campanile e alcuni ristoranti, fino a giungere al torrente, dove è possibile attraversare l' antico ponte Combo o proseguire lungo il corso d'acqua per un bel tratto di strada, percorso ideale per rilassarsi o per far giocare i bambini vista la numerosa presenza nel verde di scivoli e altalene e di parchi giochi attrezzati.

Per mangiare, oltre al già citato Agriturismo Rini, potete optare per i ristoranti Filò (splendido locale rustico e d'atmosfera), La Stua (classico di montagna con un menu ampio e descrizioni dei vini), La Skandola (di fronte alle Terme), Il Vecchio Borgo (buona qualità e tipicità, servizio lacunoso) ma l'elenco continua..
Per i pranzi consiglio il pub Oliver, adiacente ad una calda piazzetta illuminata "d'immenso" dal sole con parco giochi integrato. Servizio lento e sbadato, ma taglieri di salumi, grigliate di carne, cheese burger e qualche panino "ruspante" meritano la visita.

Per gli amanti dello shopping alla ricerca di qualche acquisto a prezzi interessanti, c'è Livigno a tre quarti d'ora di distanza. Zona "franca", strepitosa per fare benzina (prezzo sotto l'euro), solo discreta a mio avviso per fare acquisti di altro genere. La località è carina, ma sinceramente a parte il percorso per raggiungerla lunare e suggestivo, fa rimpiangere il clima di Bormio.

Ovviamente non sono stato alle Terme, ma so che sono molto belle, anche se un pò care.

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martedì 8 novembre 2011

Agriturismo Rini: cena tipica Valtellinese a Bormio

Avendo trascorso l'ultimo "ponte" a Bormio (sto preparando la recensione..ma mi dilungo facilmente..) ho approfittato per degustare almeno in parte i prodotti eno-gastronomici tipici della zona, da alcuni piatti "must" della cucina valtellinese ad alcuni vini del territorio, molto apprezzati tra gli appassionati.

Tra i vari ristoranti provati, segnalo con piacere il noto "Agriturismo Rini", vero tempio della cucina valtellinese.
Ambiente caldo, rustico e tipico da agriturismo, dove legno e pietre la fanno da padrone, distribuiti su più ambienti in una struttura che ricorda una grande baita di montagna.
Accoglienza cordiale, servizio puntuale e rapido nel portare le varie pietanze.

Si parte con della ricotta fresca e del misto di salumi. Buoni, bresaola e salame su tutti.
Come primi (cambiano durante l'anno) due specialità: i famosi Pizzoccheri (ottimi) e il Taroz, una sorte di purè speciale fatto con patate, fagiolini, bitto e pancetta. Non male.
Buoni anche i secondi, dal classico arrosto alle costine di maiale, accompagnate dall'immancabile polenta e da qualche formaggio tipico (Scimudin e Casera).
Come vino ho scelto la Sassella Riserva di Rainoldi, un pò tannico e troppo legnoso per i miei gusti (cantina fornita dei vini del territorio).
Finale con dolce a scelta (sorbetto di Braulio, crostate ecc), buoni ma difficilmente apprezzabili con la pancia cosi piena..

Ottimo rapporto qualità prezzo, locale ideale per pranzi o cene in compagnia o per trascorrere qualche giorno di vacanza (camere e appartamenti), buone le materie prime utilizzate.

A pranzo probabilmente si apprezza di più lo splendido contesto paesaggistico, da degustare camminando sui sentieri in piano alla ricerca della digestione perduta...

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lunedì 7 novembre 2011

Weekend in Valtellina: A spasso tra le montagne col Trenino Rosso del Bernina

Bormio. Sveglia alle 7:30, con un pò di calma visto la presenza della "piccola".
Si parte alle 8:30 per essere a Tirano alle 9, circa 40 minuti prima della partenza del "primo" Trenino del Bernina della giornata: destinazione Saint Moritz; viaggio di due ore e mezza per 60 km di pista in mezzo alle montagne!

Erano anni che volevo fare questa esperienza, e devo dire che non sono rimasto deluso.
Non abbiamo optato per il treno panoramico (molto più costoso ma dotato di ampie vetrate), ma il trenino standard (sempre rosso con finestre più classiche) è stato all'altezza della situazione.

E' considerato da molti il trenino più bello del mondo, è patrimonio dell'Unesco ed è sicuramente una gita che è possibile fare durante tutto l'anno, fiore all'occhiello della Valtellina.

Il viaggio è stato piacevole, la curiosità è rimasta costante durante tutto l'itinerario grazie alla presenza di tanti scorci meritevoli di attenzione. Per chi ama la natura e i viaggi alla scoperta dei suoi tesori nascosti ha trovato il suo pane: boschi di conifere, alberi multi-colore, sentieri di montagna, le vette più alte accarezzate dalle nevicate in alta quota, binari che serpeggiano tra le montagne disegnando curve improbabili... Il tutto condito dalla possibilità di fermarsi lungo il tragitto per esplorare alcune zone o sentieri particolari, per poi risalire con il treno successivo fino a destinazione.

L'elemento più affascinante e curioso, metafora potenziale di un breve percorso spiriturale, è dato dal progressivo contrasto e mutamento della natura circostante, prima rigogliosa e sfrontata nell'esaltazione dei colori dell'autunno, e via via che si sale più spoglia, arida, lunare ed inquietante.

Il punto sicuramente più spettacolare, obiettivo più gettonato dei fotografi improvvisati è il Lago Bianco, enorme lastra "azzurra" nei pressi dell' Ospizio Bernina, panorama strepitosto come potete vedere dalla foto a fianco, scattata dal sottoscritto.


Arrivati a destinazione è possibile fare una lunghissima e "ossigenante" passeggiata lungo il suggestivo lago di Saint Moritz, degustando wurster e birra presso un bar improvvisato, oppure optare per un giro del paese, meta rinomata per fare shopping in "alta quota".

Nel complesso una gita stupenda, esperienza da ripetere, magari in estate approfittando della clima favorevole per fare escursioni nei boschi di montagna, oppure in inverno per approfittare dello spettacolo naturale del lago ghiacciato o per tentare qualche sortita in mezzo ai paesaggi innevati...



A voi la scelta

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venerdì 28 ottobre 2011

L'Editoriale: Milano di Notte, le strade del Blogger

Il crepuscolo china le sue lunghe mani sui rumori della Milano che non dorme mai.
Avvolge in modo soffice i pensieri degli umani che corrono tutto il giorno dietro effimeri sogni di grandezza, polvere fugace nelle mani di chi cerca la gloria degli dei.

Il Blogger gira turbato per le strade buie della città, come un vagabondo in cerca di un'ispirazione, tra la polvere dei vicoli più silenziosi, sinistri tesorieri di storie antiche sospese nel tempo.

Danza sui tetti della metropoli, vuole scavare nei segreti della città, cercatore di tesori da raccontare ai suoi avventori, prossimi compagni di sbornia per una serata a base di Nebbiolo nel bar più famoso dei bassifondi...

Brama ovunque, passa la sua lente sui chiari scuri che si dipanano davanti a lui, si tuffa nel vortice luminoso del centro pulsante della vita metropolitana, si lascia acceccare dalla bellezza emanata dai locali all'aperto, tenaci alfieri dell'estate che si allontana, risucchiata nell'aria fredda proveniente dal Nord.

Il "Pibe Dorado", un pub tra i tanti lo colpisce e lo costringe a fermare il suo girovagare notturno. L'insegna promette scintille e profuma di serata esplosiva. L'entrata è da New York, foto di Wall Street alle pareti rosso sangue, dollari esposti in vetrinette luccicanti manco fossimo allo Striptease di Viale Padova, negrone alto due metri che sembra volerti perquisire perchè sa cosa alberga nella tua testa... odore di soldi facili, il Blogger entra in questo luogo inopportuno, scelta sconsiderata tra mille che poteva fare.

Musica alta, suoni che trasudano modernità, tavolini verdi con Poker volanti, l'uomo avanza cauto nel locale che sembra una giungla confusa, un simposio di plastica e vanità, trappola fallace per anime in cerca di dolce oblio.
La musica si calma, si accorge dell'intruso, riflettori puntati, celebrità, attesa, silenzio. O cosi pare a lui...

Le luci illuminano il suo "Sbagliato", il barista incrocia il suo sguardo, tensione palpabile, la musica riparte con ritmo e la notte esplode la sua potenza dentro il locale in un vortice ipnotico.

Su un divanetto in un angolo buio del locale, due splendidi occhi di luce mediterranea languidamente cercano l'adescamento dello spirito errante. Seduzione in attesa da tempo.

L'orologio rallenta i suoi battiti, sospeso nell'atmosfera suggestiva e nervosa del locale, l'incauto Blogger rimane assorbito in un turbine di dolce perdizione, in un promiscuo anelito di parole e desiderio, realtà e fantasia, sguardi e mani che accarezzano il sogno proibito....non ci sono soldi facili.

Milano blu di notte, scura e profonda nell'anima, illuminata dalle luci artificiali di Bar e lampioni, mistero gotico tra fame e voglia di riscatto....

E' tempo di tornare a casa...

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martedì 25 ottobre 2011

Autunno Enogastronomico: Il Monferrato, tra Vino,Castelli e Krumiri

E' autunno! Tempo di migrare dalla città e di portare il proprio spirito verso lidi lontani, immersi nel mare magnum del benessere e del piacere enogastronomico.
Adoro curiosare nei borghi antichi dimenticati dal progresso, assaggiare i prodotti gastronomici locali, e ovviamente immergermi completamente nella degustazione in cantina dei vini della zona, ascoltando solamente la voce soave di Bacco...

E' vero l'estate è finita, ma non tutto il male vien per nuocere...l'autunno ha dei colori unici, un fascino e un pathos che nessun altra stagione ha..basta un pò di sole e di fortuna, e l'itinerario per il week end si delinea molto rapidamente.

Monferrato, Langhe, Oltrepò Pavese, Colli Tortonesi, Valpolicella, Piana Rotaliana e WeinStrasse solo per citare alcune delle strade del Vino che consiglio di visitare ....iniziamo il nostro viaggio...

Non distante da Milano troviamo subito il Monferrato, territorio quasi esclusivamente collinare compreso tra le provincie di Alessandria (Casalese) e Asti.
Dal punto di vista enologico, non raggiungiamo sicuramente l'eleganza e l'importanza delle più rinomate Langhe, ma non c'è dubbio che il territorio sia splendido e i locali molto accoglienti e disponibili e condividere i frutti della propria terra.

Un’ora e mezza e siamo a Vignale Monferrato, comune a 25 km sud da Casale Monferrato, cittadina principale delle zona visitata. Tra i vari agriturismi disponibili, io ho optato per il Mongetto, palazzo signorile del settecento con annessi ristorante e cantina.
Ottima cena tipica piemontese di benvenuto: tagliolini e agnolotti fatti in casa, verdure dell’orto, carni arrosto o brasate per finire con i dolci preparati artigianalmente.
Colazione casalinga dolce e abbondante con crostate, yogurt, biscotti e persino succhi di frutta fatti in casa. Questa è vita!
Nelle giornate più limpide, dai piani rialzati, è possibile intravedere i massicci del Monte Bianco e del Monte Rosa, con ampia visuale su tutta la catena alpina. Uno spettaccolo da contemplare respirando a pieni polmoni, appoggiato al davanzale della finestra, circondato dai fantasmi che albergano nei corridoi e nelle camere di questo luogo antico.

Dopo un giro al borgo di Vignale, passeggiata rilassante utile per carburare al meglio, ci dirigiamo verso Casale Monferrato, cittadina elegante e vivibile, ricca di storia che emerge curiosando tra le sue vie più interne, i suoi palazzi, le sue chiese, la splendida torre civica e l’imponente castello dei Paleologi.

Immancabile, rigorosamente prima di pranzo, una degustazione di vini nell’attuale sede dell’enoteca regionale del Monferrato, ottima occasione per degustare i prodotti più rappresentativi del territorio. Lasciatevi consigliare dal sommelier di turno, senza dimenticare di assaggiare qualche vino di Accornero (Barbera e Grignolino) e Braida, la famosa cantina produttrice del Bricco dell'Uccellone, sicuramente il Barbera più famoso d'Italia.

Visita post pranzo, must di Casale, è il krumirificio Rossi, produttore artigianale di biscotti Krumiri.
Massimo rispetto per la Bistefani, ma qui il livello è decisamente superiore.

Per il vostro palato, pranzo o cena che sia, non dimenticate l’Elfo di Camagna, ristorante di grande tradizione piemontese e monferrina, locale molto rustico e caldo (da provare la “saletta”) in grado di deliziare il vostro palato con una cucina attenta e di qualità, accompagnata da un’ottima cantina.
Per concludere questo primo itinerario, una visita accurata la merita lo splendido borgo di Moncalvo, città medioevale ben posizionata sopra una collina a nord-est di Asti. Molto nota la fiera del tartufo le ultime due settimane di ottobre, ma in generale durante tutto l’anno è possibile consumare assaggi ai numerosi stand gastronomici (sagre, fiere ecc).
Per il pranzo consiglio i ristoranti Tre Re o il Centrale, uno di fronte all’altro, entrambi ottimi rappresentanti della cucina locale.

Buon Viaggio!

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lunedì 24 ottobre 2011

Osteria del Pallone: c'era una volta la Darsena dei Navigli

Ieri sera mi sono sganciato dagli oneri famigliari per festeggiare con una cena filosofica una ricorrenza di indubbia importanza: 20 anni di amicizia con un finanziatore di questo Blog, un periodo che per me rappresenta un arco temporale piuttosto impegnativo.

Dato che la filosofia ha bisogno di ispirazione, abbiamo pensato di puntare decisi ai Navigli, dove la notte a Milano è sempre ricca di spunti di riflessione e di belle ragazze ad alimentarne la fiamma.

La fame non era molta, le idee poco chiare, e l'unica sfizio che ronzava nel mio alveare era quello di brindare con una bottiglia di vino all'altezza di questo nome.

Abbiamo girovagato per una ventina di minuta alla ricerca di un posto che potesse rispondere bene al karma della serata; Cacio e Pepe tentava, la Trattoria Milanese ci aveva già spalancato le porte, l'Osteria del Binari gridava vendetta, e le tante osterie romantiche e di atmosfera ci costringevano ad allungare il passo perplessi.

Alla fine in modo abbastanza sciagurato abbiamo lasciato che la mia fede calcistica e l'ossessione del rapporto qualità prezzo (parolone) avessero il sopravvento; abbiamo dunque optato per l'Osteria del Pallone, locale storico dei Navigli milanesi.

Intendiamoci, la location è molto bella e particolare, adatta più a cene con amici che in romantica uscita. La Darsena davanti agli occhi, le suggestioni dei Navigli, le luci e i colori dei vari ristoranti e locali tipici...insieme a qualche ubriaco, alle gomme delle auto che gemono sul pavè, agli asiatici che vendono cazzate volanti e tutto il resto..

Purtroppo dell'osteria secondo me è rimasto solo il nome, gli arredi e la posizione. La gestione e il servizio sono cortesi ma piuttosto anonimi, senza particolare attenzione ai dettagli e alla soddisfazione del cliente.
L'aperitivo in stile happy hour funge anche da buffet per gli antipasti, ma la varietà è solo discreta, e la qualità seppur non scadente non esalta più di tanto.
Abbiamo optato per due cotolette con patatine fritte, la prima piuttosto burrosa tanto da sembrare dolce (carne sottomessa dall'impanatura), le patatine senza dubbio buone a completare una portata nel complesso abbondante.
Di cotolette buone ne ho mangiate: Il Garghet, Il Brellin, la stessa Trattoria Milanese solo per citarne alcuni..questa era mangiabile, nulla di più.
Abbiamo accompagnato la cena con una Bonarda ordinaria, Gutturnio finito e lista dei vini sicuramente limitata per essere in un'osteria, con etichette da supermercato.

Abbiamo speso nella media (34€), ma avrei speso volentieri dieci euro in più per mangiare meglio.
Locale valido per l'aperitivo, magari all'aperto e per vedersi il posticipo del campionato.

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domenica 23 ottobre 2011

Teroldego Rotaliano Clesurae 2006 e Teroldego Riserva 2007: Scopriamo la Cantina Rotaliana

Oggi vi propongo il Teroldego Rotaliano Clesurae 2006 della Cantina Rotaliana, produttore tra i più conosciuti e apprezzati della piana Rotaliana, zona d'eccellenza per la produzione di Teroldego (dall'ononimo vitigno).

Un ottimo vino secondo me, tra i più interessanti del territorio.
Gran bel colore, rubino intenso con riflessi granati sull'unghia, ancora molto vivo nonostante cominci ad avere qualche anno.
Il naso è profondo, ampio e di notevole complessità.
Il legno c'è e si sente (12 mesi di barrique nuove), ma per fortuna riesce ad amalgamarsi bene con altri sentori più tipici del vitigno, quali lamponi e frutti di bosco con richiami a frutta più matura come prugne e ciliegie.
Note di noce moscata, viole e sentori balsamici completano lo spettro olfattivo.
Dopo qualche minuto di ossigenazione nel bicchiere, è possibile scoprire note di tostatura più importanti, caffè e cacao amaro.
In bocca la corrispondenza olfatto-gusto è ottima, non delude l'assaggio.
Buon corpo, equilibrio quasi impeccabile, tannino di spessore ma non allappante, retrogusto appagante con finale decisamente lungo impreziosito da note di caffè e mandorle amare.

Un ottimo prodotto, in cantina sui 20€.

Degno di nota, e spesso premiato dalle varie guide, il fratellino minore, il Teroldego Rotaliano Riserva. Campione del rapporto qualità prezzo (sui 10€ circa in cantina), è meno internazionale e ambizioso forse rispetto al precedente, ma rappresenta sicuramente un valido rappresentante del territorio, inizio perfetto per avvicinarsi al vitigno.

Entrambi ideali per formaggi stagionati, salame, cacciagione, arrosti e brasati, risotto al teroldego.
Il secondo va benissimo anche per una lasagna ben "carrozzata", per bistecche o carni alla griglia.

Segnalo inoltre l'evento Rosso d'Autunno, appuntamento eno-gastronomico organizzato dalla Cantina Rotaliana dedicato al Teroldego Novello.







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martedì 18 ottobre 2011

Ristorante La Cantinetta: La Casa della Tagliata a Milano

La Casa della Tagliata. Già il nome promette scintille, soprattutto per chi è amante della carne alla griglia o della fiorentina.
La Cantinetta è un ottima osteria toscana, aperta ormai dal lontano 1931, classica nell'arredamento fatto da elementi in legno e mattoni rossi, tavoli semplici e vicini, dislocati su più sale. Se non erro è prevista anche la sala fumatori.

Il menù è piuttosto ampio e in grado di soddisfare tutti i palati.
Gli antipasti al buffet sono ricchi e molto variegati, scelti in base ai propri gusti (polpettine, bruschette, frittatine, salame toscano).
Un modo sfizioso per iniziare le danze. Non mancano anche dei primi interessanti, ma nelle mie due visite ho sempre saltato, concentrandomi su quello che secondo me è il must del ristorante: la carne, per altro ben accompagnata da un ampio numero di contorni.
Una delle caratteristica positive del locale riguarda proprio l'offerta su questa pietanza, spesso trascurata in altri ristoranti. Dalle patate al forno ai cannellini, dal pinzimonio al cicorino con parmigiano, dai broccoli saltati alla trevisana ai ferri per finire con il mio piatto preferito: i carciofi. Fatti sia in insalata che interi quando disponibili.

Ma veniamo alle carni. Ottime le fiorentine e le costate, tra le migliori assaggiate a Milano. In città si dice che la tagliata sia nata qui, in porzione media o grande, fatta con la rucola o con i porcini. Da manuale.
Possiamo andare avanti con il filetto della Cantinetta (senape,cognac e panna nello strepitoso intingolo), gustoso e particolare, oppure con il classico alla griglia o al pepe verde.
Non mancano scaloppe, cotolette, salsiccie o entrecote per chi fosse ancora sull'orlo dell'incertezza.
La materia prima è sempre di buon livello, e con il vino giusto (cantina discreta ma focalizzata sulla regione Toscana) la cena passa molto piacevolmente.

Servizio discreto e puntuale. Atmosfera rilassata a pranzo, più confusionario la sera.
Adatto sia per appuntamenti di lavoro sia per cene di gruppo.
Prezzi nella media milanese, ma il rapporto qualità prezzo è sicuramente interessante.

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giovedì 13 ottobre 2011

European Wine Bloggers Conference: il sogno del mio Blog in Franciacorta

Una delle passioni e dei "murales" principali dell'Angolo del Martux, noto bar malfamato dei sobborghi sud di Milano, è quello legato al mondo del vino, anche se non c'è dubbio che la definizione moderna di Wine Blog non si addice del tutto all'aria confusionaria e multi volume che questo strano luogo cerca di sciorinare agli ignari avventori.

Non ho potuto non sgranare gli occhi quando ho scoperto su Internet che in Italia, esattamente a Brescia, si svolgerà questo week end la quarta edizione del congresso European Wine Bloggers, dopo i fortunati eventi in Austria e Portogallo.

Vino e Blog ad un convegno ufficiale...spettacolare!

Duecento bloggers da vari paesi europei riuniti in una città italiana a discutere di Bacco, raccontare esperienze personali, degustare vini e "condire" il tutto con seminari multimediali e approfondimenti sul tema.

Il mio sogno! Ma come mai non mi hanno invitato?

Gran finale la domenica con visite ed eventi organizzati in varie cantine della Franciacorta, il modo migliore per ricaricare le pile in attesa del lunedì..il
giorno più amato della settimana...

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martedì 11 ottobre 2011

Weekend sul Lago Maggiore: Dal Mottarone a Orta San Giulio, alcuni itinerari da non perdere

Quest'anno il dio del tempo è clemente con noi poveri e miseri mortali e continua a regalarci sorrisi di sole e giornate temperate, ideali per sognare le prossime vacanze e soprattuto per pianificare week end di relax ed evasione, piano perfetto per rimanere a galla in questo mondo difficile.

Il Lago Maggiore per chi vive a Nord- Nord Ovest dello stivale, è sicuramente un'ottima meta per il fine settimana, sublime dal punto di vista paesaggistico e decisamente alla portata da quello logistico.

Di ristoranti e trattorie abbiamo già parlato, anche se mi sarebbe piaciuto raccogliere qualche commento in più da parte vostra sui locali segnalati o su altri eventuali da voi provati.

Curiosando nell'enigmatico archivio della memoria e tra le scartoffie del mio Angolo, emerge qualche gita interessante da proporre agli incalliti navigatori, luoghi da scoprire e da ricordare durante le impervie fatiche settimanali.

Mottarone: meta tipica per gli amanti del lago Maggiore, "la montagna dei due laghi" situata a 1491 metri di altezza, perfetta sia d'inverno grazie alle numerose e accessibili piste da sci, sia d'estate grazie ai tanti sentieri e passeggiate in montagna. Facile oziare in una delle tante baite presenti, amabili d'estate all'aperto a godersi il panorama, necessarie l'inverno per scaldarsi dopo una passeggiata o un giro sulle piste da sci. Da Stresa è possibile parcheggiare e prendere la funivia che porta fino a destinazione. Il panorama dall'alto è strepitoso, oltre al Maggiore è possibile ammirare anche il Lago d'Orta.

Isole Borromee: Le isole Bella, dei Pescatori e Madre, sono senza dubbio i gioielli del Lago Maggiore. Posizionate nel cuore del lago sono tutte raggiungibili con varie linee di traghetti a partire da Stresa, Baveno, Verbania ed Arona. La gita è un classico imperdibile e soprattutto le prime due sono mete ideali per una breve e originale passeggiata, un pranzo (o cena) a base di pesce di lago (fantastico mangiare all'aperto durante la bella stagione!) ed infine una siesta di contemplazione davanti al panorama multi dimensionale.
Eventualmente a pagamento è possibile visitare il palazzo e i giardini dell'isola Bella, un pò cari ma davvero splendidi. In particolare l'isola dei Pescatori si presta a passeggiate romantiche nei vicoli del paese e lungo tutto il perimetro. L'isola Madre si concede meno al turista, in quanto è quasi interamente dedicata dal bellissimo giardino Botanico con piante provenienti da varie parti del mondo. Anche in questo caso bisogna ricorrere al portafoglio.

Macugnaga: Ai piedi della parete est del Monte Rosa troviamo questo tipico e bel borgo di montagna (Val d'Ossola), unica località del Monte Rosa da dove è possibile ammirare la cima più alta del gruppo direttamente dal paese. Noto centro storico dell'alpinismo internazionale, Macugnaga è ideale per gite anche di una sola giornata, offrendo ai turisti la possibilità di intraprendere, a partire dal centro, sentieri di tutti i livelli, dai più facili in piano, a percorsi nei boschi con salite verso la montagna. Validi i posti di ristoro, numerosi gli hotel e i B&B per soggiornare qualche giorno. Ottimi i formaggi e i mieli prodotti in loco.



Orta San Giulio: altro posticino dal fascino incredibile e immutabile nel tempo. Oasi di relax e contemplazione, poesia della natura, inno alla bellezza. Considerato uno dei borghi più belli d'Italia, si trova in provincia di Novara, ed è felicemente posizionato sulla sponda orientale dell'omonimo lago. Meta adatta per un gita in giornata o per trascorrere il wek end, magari soggiornando una notte sulla suggestiva e misteriosa isola San Giulio, posizionata di fronte al paese. Il borgo, seppur piccolo, è ricco di scorci e viuzze curiose che riempiono gli occhi e invitano a proseguire il cammino (salita della Motta, ville e palazzi signorili); la passeggiata che costeggia il lago è abbastanza lunga e permette di godersi il panorama con tranquillità. Non mancano ristoranti ed enoteche per assaggiare qualche piatto tipico accompagnato dal vino giusto. Sull'isola invece è possibile visitare la basilica romanica, attraversare la via del silenzio e della meditazione lungo tutta l'isola, l'ottocentesco Palazzo dei Vescovi e l'Abbazia Benedettina Mater Ecclesiae.



Buon week end!

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domenica 9 ottobre 2011

Agriturismo Cascina Lasso: pranzo tipico lombardo immersi nel Parco del Ticino

L'agriturismo Cascina Lasso è una tipica cascina lombarda a corte chiusa situata nella valle del Parco del Ticino a soli 500 metri dal fiume, immersa nei verdi boschi presenti in zona, davvero belli dal punto di vista paesaggistico.
Come tutti gli agriturismi che si rispettano, si producono riso, frutti di bosco e ortaggi oltre alle carni derivanti dall'allevamento diretto di bovini e suini.

Il posto è ideale per famiglie con bambini grazie all'ampio spazio verde tutto in piano davanti all'agriturismo, dove sono presenti un campo da calcio, non ideale ma sicuramente suggestivo per il post pranzo, e qualche classico gioco tipo altalena e scivolo.
Dall'agriturismo è possibile percorrere diverse passeggiate a piedi in mezzo ai boschi, alcune di queste portano direttamente sulle sponde del Ticino. A pochi chilometri è possibile anche visitare la splendida e nota Abbazia di Morimondo.

Ma vediamo al pranzo. Antipasti misti di salume, tutti di buon livello in particolare la coppa. Cotechino accompagnato da purè di carote davvero delizioso nell'abbinamento, tortina di fagiolini e polenta con lo zola, decisamente sfiziosa.
Il risotto ai funghi, unico primo, è notevole, gustoso e saporito, ben equilibrato tra il sentore tipico dei funghi porcini e quello del formaggio usato per la mantecatura.
Molto validi anche i secondi, costoline di maiale con patate e un delicato arrostino al latte, entrambi mangiati con grande piacere pur avendo lo stomaco già pieno.
Finale con torta di compleanno decorata da crema pasticcera, caffè e digestivo.

Il meno cambia continuamente, la tradizione è quella della cucina lombarda, con qualche variazione sul tema. La qualità è superiore rispetto a tanti altri posti simili della zona e costante all'interno dell'intero pasto; i prodotti sono sempre molto genuini e freschi, e praticamente tutte le pietanze presentate vengono prodotte in loco (dal riso, ai salumi, alle carni per finire con i dolci).

Il servizio è cortese, il rapporto qualità prezzo eccellente, e la proprietaria è sempre molto affabile nell'accogliere i clienti e nello scambiare due battute durante il pranzo, che scorre rapido senza pause.



Ideale soprattutto durante la bella stagione, io ci sono stato ieri e la giornata è stata perfetta, grazie al clima temperato di quest'anno e all'ottima compagnia.
Per raggiungerlo, ci vorrà un pò di pazienza, usciti dalla statale ci sono circa due km di strade di campagna strette e non sempre asfaltate...il tragitto è comunque molto piacevole grazie alla natura circostante che avvolge tutto il percorso con il suo fascino senza limiti e i suoi colori mutevoli.

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mercoledì 5 ottobre 2011

Il ritorno di Ryan Adams: in uscita il disco Ashes & Fire

Ryan Adams ci riprova.
Tredicesimo disco in pubblicazione in appena 10 anni di carriera solista, uno dei musicisti più prolifici in circolazione.
Il country-rocker del North Carolina è balzato sotto le luci della ribalta nel 2001 con l'ottimo Gold, album farcito di un sound molto raffinato, con sfumature country e blues su un'ossatura essenzialmente rock, contenente uno degli inni più famosi dedicati alla grande Mela (New York, New York).
Le mode del tempo catalogavano l'artista come il genio del "alt-rock" o "country-rock", tenuto conto del successo ottenuto con i primi dischi con i Whiskeytown, del già citato Gold e di una facilità di scrittura di buone canzoni decisamente invidiabile, tanto da attrarre l'attenzione di artisti del calibro di Elton John, Adam Duritz (Counting Crows) e Noel Gallagher.

In realtà, dopo quel disco Ryan alternò album abbastanza ispirati (Love is Hell, Cold Roses, Jacksonville City Nights) a dischi decisamente tirati via o meno felici (Rock&Roll, Easy Tiger ecc).
Fino ad ora ha incarnato alla perfezione il clichè di genio e sregolatezza, artista pazzo e incostante, imprevedibile e poco incline alla stabilità.
Inutile dire che ha condito il tutto con dose abbondanti di alcool e droga che ne hanno condizionato l'ascesa soprattutto nella parte centrale del decennio.



Ed ora, dopo la lunga parentesi musicale con i Cardinals (sembravano inseraparabili) si è deciso finalmente a riprendere il discorso lasciato in sospeso con Gold e Love is Hell, uscendo con il nuovo disco Ashes and Fire, nei negozi l'11 ottobre, prodotto dal sapiente ed esperto Glyn Johns (Eric Clapton, Rolling Stones) .
L'album dovrebbe costituire un ritorno alle soronità più classiche dell'artista, e il primo ascolto in streaming sembra promettere un disco quantomeno discreto, rilassante e d'atmosfera, adatto per un viaggio in macchina verso il crepuscolo di una giornata dura di lavoro, magari venerdì...con l'ispirazione che gira a mille alla caccia del week end perfetto.

E ora, dopo l'avvento in Italia negli ultimi anni di grandi rocker come John Fogerty, Steve Earle, Dave Matthews Band fino a John Mellencamp quest'anno, non ci resta che sperare che anche l'eterna promessa dell'alt rock torni finalmente nel Bel Paese, dove la sua ultima apparizione manco a dirlo risale al tour di Gold del 2001...

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lunedì 3 ottobre 2011

Negroamaro Graticciaia: il principe del Salento

Un altro grande vino, degno e nobile rappresentante dell'enologia meridionale.
Un Negroamaro in purezza, presente sul mercato come Salento Rosso IGT.
Un vitigno complesso e ricercato, costituisce l'anima di un grande vino della Puglia prodotto dalla storica cantina Agricola Vallone, utilizzando un' antica tecnica di appassimento delle uve sui graticci, uno dei rari casi in Italia per vini secchi (Amarone e Sfursat altri casi noti).

Il colore è perfetto, rosso rubino intenso con riflessi granati, molto scuro, quasi impenetrabile.
Al naso dimostra subito di essere un vino da competizione, misterioso e profondo, molto ampio, con sentori che vanno dai frutti di bosco alla prugna matura, per continuare con note di marasca e china, ricordi di inchiostro e piacevole sottofondo balsamico, con sensazioni di frutta secca e note di leggera tostatura.

In bocca è sontuoso, intenso ma di notevole armonia, caratterizzato da struttura importante che pesa in bocca avvolgendola di sensazioni dolci e di grande ricchezza gustativa.
Tannino di grande stoffa ma levigato al punto giusto, retrogusto di mandorle e liquirizia che appaga la bocca, lasciandola pulita e fresca nonostante il cospicuo tenore alcolico. Persistenza aromatica eccellente e mai doma.

Un grande vino con un grande prezzo, sopra i 60€ per l'annata 2005. Ideale come regalo da farsi fare o da fare.

Si può abbinare ad arrosti, (nel mio caso spinacino ripieno) o brasati, formaggi a pasta dura, selvaggina, agnello alla griglia ma anche ad una lasagna di buona struttura.

Fino al 2007, prodotto da uno dei più grandi enologi italiani: Severino Garofano

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