domenica 15 gennaio 2012

Midnight in Paris: Viaggio nel tempo nella romantica Parigi

Non vado molto al cinema, e quando succede la speranza e in parte l' aspettativa a monte di una scelta sempre abbastanza certosina, è quella di assistere ad un film piacevole, divertente, che abbia il potere di trasportare la mente e i pensieri in una dimensione inedita, alla scoperta di universi ed emozioni che possano soddisfare l'ego del proprio immaginario.

Midnight In Paris, l'ultimo lavoro di Woodie Allen, è un film sulla capacità di sognare, di guardare al passato per attingere ispirazione e linfa vitale per andare avanti, sul desiderio di provare a migliorare la propria vita e la propria realtà, non accontentandosi di schemi ripetitivi imposti da altri, o dal facile successo di progetti e attività eseguite in modo naturale ma senza passione e senza crederci fino in fondo.

E' un suggestivo e divertente viaggio nel tempo, nella Parigi degli anni 20, alla ricerca di quel "sentimento", di quella passione, di quell'ispirazione che potrebbe, secondo il protagonista dare forma alla sua vita e alla sua arte di scrittore.

Un'epoca rimpianta e desiderata, che improvvisamente si palesa misteriosamente dopo i rintocchi della campana di mezzanotte, sottile varco nel tempo da dove una vettura di altri tempi si ferma per rapire l'ignaro protagonista.

Woodie Allen attinge da un tema già visto (cosa non lo è oggi?), in modo fine ed intelligente, confezionando un film a suo modo originale e perfetto, grazie alla bravure degli attori, alla splendida fotografia di una meravigliosa Parigi, e all'intreccio fantastico ed ironico tessuto intorno ai numerosi e celebri personaggi che si sussueguono nel film.

Owen Wilson si cimenta nella parte con bravura e grande ironia, simpatica faccia da schiaffi, si muove ciondolante nella Parigi di oggi tra "suoceri" super snob e fidanzata rompiscatole, ancorata ad una vita plastificata tra noia e ipocrisia, e in quella degli anni 20 dove conosce gli idoli della sua gioventù, padri della sua creatività: Hemingway, Fitzgerald, Picasso con i quali intavola rapporti sfuggenti ma non privi di significato, come con la scrittice Gertrude Stein e con la musa di Picasso, dai quali trarrà direttamente o meno le pillole necessarie a far tornare la sua vita reale nei binari giusti.

I viaggi tra presente e passato si alternano in modo divertente ad un ritmo sincopato ma mai noioso, e il nostro protagonista addentrandosi alla scoperta dei suo anni "d'oro" si renderà conto prima del reale problema della sua attuale vita (imminente matrimonio con la donna sbagliata), poi di come sia facile considerare il passato come "un periodo magico" e migliore del presente senza averlo vissuto davvero .

Ma la vita in fondo è piena di sorprese, ed il finale oltre a regalare al protagonista nuove idee e consapevolezza maggiore sulla vita, gli offrirà finalmente l'opportunità di una passeggiata sotto la pioggia di Parigi in piacevole compagnia.

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giovedì 12 gennaio 2012

Enoteca K.Bernardi: Un pranzo tra le montagne di Brunico

Chiudiamo il giro Alto-atesino di Capodanno con l'ultima tappa: Bruneck, in italiano Brunico.
Capoluogo della Val Pusteria, è una bella cittadina di 15000 abitanti circa, tappa meritevole almeno di una gita in giornata.

Non era la prima volta che ci andavo, ma in chiave invernale sotto la neve è stata una passeggiata inedita, farcita anche dalla presenza dei tipici ma un pò inflazionati mercatini di Natale.
Per chi non li ha mai visti una visita ci sta tutta, atmosfera calda di Vin Brulè e cioccolata, palline dipinte a mano, addobbi in tutte le fantasie, chincaglierie inutili, ciabattine e cappellini di lana tirolesi..e ovviamente cibo locale!

Molto carina, tranquilla, ai piedi dell'imponente Plan de Corones, dà ovviamente il suo meglio nella classica passeggiata della via centrale, delizioso simposio di negozietti di enogastronomia, moda per tutti, ristoranti ed enoteche che mettono in bella mostra il campionario di ottimi vini locali.
La strada è arricchita dai tipici affreschi presenti sui muri di alcune palazzine classiche della regione, che portano gli occhi a curiosare verso l'alto alla ricerca del disegno più bello.
Non mancano chiese e musei da visitare, ma l'attrazione più interessante a mio avviso è il castello di Brunico poco sopra il centro, raggiungibile tramite una comoda stradina asfaltata, bellissima soprattutto d'estate.
Il castello, manco a dirlo, è l'ennesima proprietà del mitico Rainold Messner.

Per un amante del buon cibo e soprattuto del buon vino, tappa da non perdere per il pranzo e per non avere nostalgia di questi territori durante il ritorno, è il negozio-enoteca di Karl Bernardi.
Il negozio è proprio a metà della via centrale e offre ai turisti un vasto assortimento di prodotti sudtirolesi per tutti i gusti (non li ripeto per non cominciare ad averne la nausea).
Si fa fatica ad uscire a mani vuote dal locale. Anche dal punto di vista enologico l'offerta è ampia, soprattutto di vini locali, ma non mancano chicche di altre regioni o paesi come la Francia.

Dopo qualche minuto di passeggiata a piedi si raggiunge l'enoteca, locale molto moderno a pian terreno ma più suggestivo e caratteristico nel piano sotterraneo: la cantina.
Esposizione di grandi vini italiani e non, un piccolo bar al centro della taverna, legno e pietre intorno a cinque o sei tavolini che accolgono i clienti in un ambiente intimo e accogliente. Peccato la cameriera piuttosto odiosa.

Si mangia bene e non si spende molto, dai canederli ai ravioli ripieni, dai wurster prodotti in casa e fatti in vari modi ai piatti di affettati e formaggi misti. Ottimo lo speck. Il menu cambia credo tutti i giorni, è possibile quindi ogni volta avventurarsi in un nuovo assaggio.
Cucina di buona qualità, piatti presentati con cura e ben accompagnati dai vini, serviti anche al bicchiere con buona scelta e prezzi onesti.

Conto sui 40€ in due e mezzo:)

L'Alto Adige vi aspetta...non pensateci troppo, andateci!

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ps: Poco distante da Brunico, è possibile visitare le piramidi di Plata, monumento naturale di rara bellezza che ricorda in piccolo lo spettacolo americano offerto dal Bryce Canion.

lunedì 9 gennaio 2012

Fumin Esprit Follet 2009: Estasi nella Crotta De Vegneron

Commentavo via mail con un "collega" blogger, molto competente in materia, che non è scontato bere vini che tocchino le corde dell'anima, in grado di stravolgere un pò la giornata, alterando la dura e seriosa quotidianità, con cui fare l'amore per diverse e lunghe sorsate, scoprendo sempre sensazioni nuove. Molto più facile trovare vini "da una botta e via" oppure algide pin-up da guardare e degustare lentamente senza mai possederle davvero.

Chi ha letto e sopportato le mie recensioni di vino, potrà forse ricordare che lungo il percorso fatto insieme è capitato sicuramente di trovare vini della seconda categoria ma anche di imbattersi in qualche campione della prima, e il piacere generale della degustazione è ancora più grande quando si incontrano vini poco blasonati dal marketing nostrano e non, e poco conosciuti dai consumatori di massa.

Questa sera ho il piacere di passare qualche minuto di passione con un vino della Val D'Aosta, fatto di uve Fumin in purezza, antico vitigno autoctono della piccola regione del Nord Italia.

Mettendo questo vino sotto il naso si scopre subito qualcosa di nuovo, di inedito.
Un pò chiuso inizialmente, non regala promesse di facile godimento senza poterle realmente mantenere.
Vinoso, sentori balsamici con riflessi di menta, di muschio, di sottobosco e terra umida, essenze profonde, non evidenti e grossolane, da ricercare con pazienza, senza fretta. Frutti di bosco rossi e leggere note di spezie dolci completano l'interessante quadro olfattivo....ma facendo una pausa di riflessione e tornando a danzare sul bicchiere si scopre l'essenza segreta del vino, il suo cuore pulsante tenuto gelosamente nascosto per chi ha pazienza di aspettare...sottofondo minerale, idrocarburi e asfalto restituiscono nuovamente il vino al naso con grande e mistico piacere, addolciti da ritorni di chiodi di garofano.

In bocca è generoso, vivace nell'entrata, tannino molto fine ed elegante, riempie la bocca con soddisfazione e buon equilibrio nonostante la gioventù. Retrogusto ineccepibile, si ritrovano in bocca i frutti di bosco e le spezie già accarezzate in precedenza, finale lunghissimo arricchito da da sensazioni amarognole di mandorla davvero piacevoli che lasciano in bocca ricordi di estasi silenziosa.

In Val D'Aosta dovrò recarmi a breve, la viticultura è un'arte, fatta in condizioni naturali molto difficili, su terreni con forti pendenze, veri e proprio fazzoletti di terra dove vengono cresciuti con passione, dedizione e duro lavoro bianchi (Chardonnay su tutti ma anche diversi autoctoni) e rossi di notevole qualità.

Da abbinare con Lasagne, paste rosse al ragu, filetti, bistecche di roast beef e formaggi stagionati.
Eccellente rapporto qualità prezzo, da consumare subito o anche dopo qualche anno di affinamento.

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