martedì 3 gennaio 2012

Capodanno in Alto Adige: La Valle Anterselva tra laghi ghiacciati e Plan De Corones

Dopo un autunno molto caldo, tirato ed intenso sotto vari aspetti, c'era bisogno di staccare la spina in modo totale...di strapparla via dal muro e lasciarla cadere sul gelido e silente tappeto invernale...

Inevitabile quindi affondare nella calma e nella selvaggia natura dell'Alto Adige, regione (insieme al Trentino) dove almeno una o due volte l'anno mi reco in tour per cercare l'ispirazione necessaria per affrontare le dure sfide della vita "metropolitana".

Del resto è una zona dove ha senso girovagare durante tutto l'anno, splendida meta di sport invernali durante i mesi freddi, vivace e foriera di seducenti promesse in primavera, rinfrescante e avvolgente in estate, dove ogni gita, ogni sentiero, ogni avventura è possibile.
E poi anche l'eno-gastronomia locale è ricca di spunti meritevoli di attenzione, dagli eccellenti vini (bianchi soprattutto) ad una cucina sicuramente povera e rustica ma non priva di fascino e di chicche da consumare in modo sportivo.

Questa volta abbiamo esplorato la valle di Anterselva, ampia e assolata con cime che superano i tremila metri di altezza.
Posizionata tra la Valle Aurina e la Val Pusteria parte dal comune di Valdaora fino a raggiungere il passo Stalle a più di 2000 metri di altezza (aperto solo nella stagione estiva) da dove è possibile scendere in Austria.
Noi abbiamo pernottato a Rasun di Sotto, piccolo e anonimo paese ai piedi delle montagne, strategico dal punto di vista logistico tenuto conto della vicinanza alla strada principale, e ai comuni di Brunico, Dobbiaco e San Candido.

Il paese non è certo paragonabile ad altre località alto-atesine per quanto riguarda i negozi, i locali o la vita serale, ma è ben fornito di Hotel e ristoranti ed è sicuramente un'ottima opportunità di vacanza grazie alla quantità di passeggiate e gite che si possono fare partendo dal comune, una su tutte il percorso vita che dal parco giochi dietro all'Hotel Alpenhof prosegue a piedi in mezzo a boschi e sentieri di montagna fino ai paesi successivi della valle.

La neve ha giocato un ruolo importante durante la vacanza, già presente all'arrivo rendendo l'ultima oretta di viaggio molto "natalizia", e cadendo senza sosta per tre giorni di fila (più o meno) facendo felici gli sciatori, i bambini troppo cresciuti in cerca di sfide in bob e slittini (io) e i lanciatori deviati di palle di neve (sempre io).

Da non perdere la gita al Lago Anterselva, spettacolo unico per fascino e suggestione.
Si segue la strada per il passo Stalle e si raggiunge il lago passando attraverso i vari comuni della valle. E' possibile lasciare la macchina al centro Biathlon di Anterselva e proseguire a piedi fino all'ononimo lago a 1642 metri di altezza. Come alternativa alla passeggiata, è possibile noleggiare bob o slittini, oppure per gli appassionati sfruttare la meravigliosa pista di sci da fondo che parte dal centro e aggira per buona parte il lago ghiacciato.

Il percorso a piedi è strepitoso. Si parte in sordina dal centro sportivo, ci si immerge nei boschi nel silenzio della neve con gli sguardi timidi dei cerbiatti di passaggio, fino ad attraversare per un lungo tratto all'aperto l'enorme lago ghiacciato (il terzo lago alpino nella regione) per raggiungere l'agognata meta: il rifugio Am See Antholz.
Spettacolo da "Sfida tra i ghiacchi", montagne innevate, foschia che aleggia misteriosa sul lago, enorme tappeto di ghiacchio che assorbe sguardi e pensieri di viandanti e sciatori. Uno spettacolo trascendentale che più volte lungo il tragitto costringe ad una piccola sosta per riflettere e assorbire potere e misticismo sospesi nell'atmosfera.

Una volta arrivati al rifugio, evitando di sprofondare nei punti più cedevoli del lago, è possibile calmare anima e stomaco approfittando delle specialità della cucina alto-atesina di montagna, dal tris di canederli, alle varie zuppette, dai wurster con patatine fino al gulash con polenta, per finire con i dolci ispirati alla tradizione austriaca.

Cambiando itinerario, da Rasun è inoltre possibile raggiungere in una quindicina di minuti la stazione di risalita di Valdaora, dove con un simpatico "ovetto" è possibile lievitare in cielo su una delle zone di montagna più suggestive d'Italia: il Plan de Corones, enorme "panettone" posizionato a 2275 metri di altezza.
Da qui la vista panoramica è quasi inarrivabile, e non ha nulla a che invidiare al mitico Yosemite Park americano. E' possibile ammirare con rinnovato stupore una multitudine di vette alpine, dalla Marmolada (la più lontana) al Lagazuoi, dal SassoLungo alle alpi della Val Venosta. Brividi veri.
La località è paradiso per sciatori e per amanti della montagna, unica in inverno ma credo altrettanto strepitosa in estate.

Come avrete capito il posto merita una visita....pensateci per il prossimo ponte o per le tante potenziali settimane bianche...bisogna pur esorcizzare questa maledetta crisi.... o no?


Ma non è ancora finita..

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi hai convinta..... Andremo a fare un giro sicuramente! Le foto,seppur bellissime,non rendono al pari della descrizione... Ale

Enea ha detto...

Saperlo. Ti avrei consigliato a Rasun di sopra il castello che fu di Mediolanum Assicurazioni e qlc bella passeggiata. Buon anno anche a te.

nella ha detto...

Una delle mie regioni italiane preferite... così lontana dalla Liguria , ma così vicina al mio cuore... Grazie per avercela ricordata!

Massimo ha detto...

Grazie a tutti e tanti auguri di Buon Anno!

Enea dovresti farti sentire ogni tanto:)

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