Visualizzazione post con etichetta Viaggi e Vacanze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Viaggi e Vacanze. Mostra tutti i post

domenica 25 marzo 2012

Un'idea per il ponte di Pasqua: Laigueglia e la Baia del Sole

Le vacanze di Pasqua sono alle porte, anche se parlare di vacanza in questo caso forse è eccessivo.
Di base al classico weekend si aggiunge solo un giorno, ma potrebbe essere comunque una buona occasione per tirare il fiato, e staccare la spina un pò più a lungo a seconda delle disponibilità di ognuno.

Se avete voglia di "rompere la routine" per qualche giorno, allontanarvi "impunemente" dalla quotidianità, vi consiglio di prendere in considerazione
Laigueglia in Liguria, per cominciare a respirare aria di mare con qualche mese di anticipo.

Laigueglia è un borgo medioevale di notevole fascino, affacciato sulla ridente e ampia Baia del Sole in un microclima eccellente, temperato e mite.
Meta ideale per famiglie con bambini, che hanno la possibilità di godere i piaceri di una località a misura d’uomo, interessante dal punto di vista storico ed eno-gastronomico e particolarmente accessibile in questa stagione, senza gli eccessi e i limiti di spazio tipici del periodo estivo,

La spiaggia, tutto sommato abbastanza ampia, ancora libera di ombrelloni e lettini, si presta bene a lunghe passeggiate a piedi, a giochi in libertà tra sabbia e primi passaggi in acqua, e chiaramente alle prime tintarelle dell'anno comodamente straiati sul proprio telo.
Non mancano gonfiabili, scivoli e altre attrazioni per bambini, focacce e pizze tradizionali per gustose colazioni e pranzetti in spiaggia, o sugli scogli davanti al mare.

Laigueglia ed Alassio sono congiunte da una lunga strada pedonale interamente percorribile a piedi o in bicicletta, ma il tratto più affascinante è quello che dal centro storico del borgo, staccandosi dalla via centrale dove passano le auto, costeggia la spiaggia per circa mezzo chilometro con il mare a pochi passi…fatta al crepuscolo, se il tempo è buono, regala delle sensazioni di benessere e pace incredibili.

Se vi fermate qualche giorno, dovete assolutamente passare Da Federico”, intimo e ottimo ristorante di pesce, che offre oltre ai classici piatti di mare della cucina locale, alcune alternative "esotiche" stuzzicanti e ricette liguri rivisitate in modo originale. Rapporto qualità prezzo interessante, e possibilità di cenare fuori al fresco nella minuscola e deliziosa veranda.

Siamo stati a Laigueglia già due volte, in entrambi i casi abbiamo pernottato al Residence Laigueglia, simpatica pasticceria che offre anche dei mini appartamenti molto confortevoli e adatti per un soggiorno di qualche notte. Provate i baci di Laigueglia mi raccomando!
Un buon punto di partenza per un week end lungo...di successo!

a te logo

lunedì 19 marzo 2012

Una domenica a San Colombano: gita "fuori porta" tra castelli e vigneti

A volte la domenica mi piace fare "il milanese", mi piace fuggire dalla città e aderire al motto della "gita fuori porta".

In realtà chi è ormai abituato a leggere le recensioni di questo polveroso blog, avrà capito che pur essendone "schiavo" amo in generale scappare dalla città tutte le volte che posso, in direzione di posti dove le bellezze della natura, i colori delle stagioni, gli spazi aperti e l'aria che si respira sono per me più seducenti rispetto al "sano" smog della metropoli che mi tiene compagnia durante tutti i giorni della settimana.
Ma spesso gli schemi, i doveri e gli obblighi del "quotidiano", pur indossando maschere e costumi diversi, si affacciano alla finestra del week end, riducendone a volte lo spazio di manovra e la possibilità di scelta...ieri non è stato cosi.

Destinazione San Colombano al Lambro, una piccola e gradevole località di poco più di 7000 abitanti posizionata a 40 km circa dalla metropoli, ai piedi dell'unica collina della provincia di Milano (misteri della Geografia e della Storia), dove tra l'altro si produce anche vino di discreta qualità, l'unica alternativa a stretto giro insieme all'Oltrepò Pavese, sicuramente molto più ampio e rinomato.

Scampagnata in famiglia dunque, una quarantina di minuti scarsi di piacevoli strade statali, ed eccoci giunti all'entrata del paese. Si può parcheggiare anche in centro ma noi optiamo per fare due passi a piedi.
Si entra dal "
Portone", Arco che rappresenta la vera porta di accesso al borgo, e si percorre un tratto di strada antica di pietre e sassi tondi (ignoro il termine tecnico) che porta dritta fino allo splendido castello medioevale prima distrutto e poi ricostruito dal Barbarossa, molto ampio al suo interno, con un bel giardino dove un sentiero sale dolcemente sulla collina circondato dalle vecchie mura di cinta, e un bel ristorante si affaccia all'aperto sulla piazzetta principale.

Si respira un'atmosfera rilassata, si sale seguendo il sentiero ammirando la perfezione e il fascino antico delle mura, in contemplazione di questo silenzio naturale, che ti porta a fantasticare sulla vita di un tempo, con le immagini dei film in costume che siamo abituati a vedere in TV che ti passano davanti agli occhi e nella mente...mercatini medioevali, gente ad ogni angolo, ricchi commercianti ben vestiti, damigelle eleganti con mille sottane, cavalli al trotto, guardie pompose, aria di festa e intrighi negli angoli bui di questa piccola cittadella...riapro gli occhi e seguo mia figlia che punta un gattino che si pulisce tranquillo..anche lui forse pensa ai suoi antenati.

Si sale e si può ammirare il paese dall'alto, che ben figura, grazie alla sua struttura ordinata, ai suoi tetti ben mantenuti e alla presenza di qualche chiesa che arricchisce la visuale (
chiesa parrocchiale in piazza, oratorio San Rocco lungo la via ecc).
La passeggiata continua sulla piccola altura fino a scendere su un ampio parco giochi proprio sotto le colline verdi ricoperte da numerosi vigneti, alberi di vario genere e qualche ambizioso spaventapasseri ben piantato per terra. Tappa intermedia ideale per far giocare i bambini in mezzo al verde e nel massimo della tranquillità. Siamo soli, gli unici...fantastico.

Non poteva certo mancare un buon pranzo a coronare l'iddilio domenicale.
Trattoria Il Giardino proprio sulla via principale che porta al castello.
Il locale è rustico e accogliente. Una vera trattoria di una volta, gestita da una famiglia un pò insolita ma molto cordiale e ospitale.
Raspadura come antipasto, bis di primi con ravioli alle mandorle e ravioli con formaggio e porri, guancia al vino rosso (strepitosa!), arrosto al limone e capocollo con prugne e cipolle. Il tutto accompagnato da una buona bottiglia Banino Vigna la Merla 2005 di Antonio Panigada, un produttore di valore della zona. Il conto è commovente, 73€ in tutto compreso il gelato per la piccola ed un caffè! Cose che a Milano è difficile vedere...

Si torna a casa..

A te logo



domenica 26 febbraio 2012

Tempo di Vacanze: Il Conero, un angolo di paradiso sul Mare Adriatico

L'estate 2010 come sanno bene gli sfortunati che mi frequentano mi è rimasta particolarmente impressa. Anno particolarmente vivace al lavoro, prima vera vacanza di mare con la "piccola Martux", e finalmente dopo tanti anni che ne sentivamo parlare decidemmo di trascorrere le classiche due settimane di agosto nel Conero, fazzoletto di mare in terra marchigiana a sud di Ancona.

Per chi non conosce la zona le sorprese sono tante. Il Conero da solo vale il prezzo del biglietto: mare molto bello, quasi caraibico nonostante siamo sul mar Adriatico (bandiera blu per Sirolo), monte Conero a dominare il panorama dalla spiaggia, eno-gastronomia di qualità, paesini bellissimi da visitare (Numana e Sirolo), località e spiagge non troppo affollate dai turisti e rapporto qualità-prezzo difficilmente eguagliabile.

Inoltre è possibile considerare il Conero come "base logistica" per estendere la vacanza anche all'arte, alla storia, alle tradizioni regionali. E' infatti possibile con tratti piuttosto brevi raggiungere una serie di borghi e comuni di rara bellezza e interesse storico, mete ideali per arricchire il proprio bagaglio di esperienza di viaggiatore curioso, sempre alla ricerca di qualche segreto o chicca da raccontare e condividere.

Ma andiamo con ordine:

Le spiagge: si passa da quelle attrezzate e abbastanza grandi come Numana Alta (Spiaggiola), Numana Bassa, Mercelli e Urbani, di sabbia e sassi, con giochi per bambini, noleggio pedalò, canoe ecc e Bar che sfornano pizze e focacce tipiche.
Meno commerciali e più selvagge le spiagge dei Sassi neri da raggiungere a piedi attraverso il parco giochi di Sirolo, di MezzaValle, PortoNovo, San Michele e la nota spiaggia delle due Sorelle raggiungibile comodamente in gommone o in barca tramite gita organizzata.

Cibo e Vino: conoscete le olive ascolane? La crema fritta? Assaggiato qualche salume del posto? Credo che tutti i palati possano essere soddisfatti, tenendo conto che la cucina è un ottimo mix di e terra e mare.
Per gli amanti del vino abbiamo un'ottima DOC a base Montepulciano, il Rosso Conero da degustare nelle suggestive tenute a pochi chilometri dal mare (le Terrazze e Moroder per citarne due).

Citta storiche: il borgo medioevale di Offagna, l'atmosfera mistica di Loreto con la sua madonna nera, CastelFidardo con le sue fisarmoniche, Recanati con la casa del Leopardi, Camerano con la sua città sotterranea, sono piccoli gioielli di storia e architettura antica, dove è ancora possibile fare due passi all'interno delle mura medioevali respirando un’atmosfera intrisa del nobile e misterioso passato del nostro paese.

Montagna: stanchi della solita vita di mare? Prendete la macchina e salite fino al parcheggio a più di 500 metri sul monte Conero. Da li, oltre a trovare un agriturismo paradisiaco, immerso nel verde e nel silenzio con vista panoramica esclusiva (meta ideale per una fuga d'amore o una vacanza all'insegna del relax totale), avrete la possibilità di fare delle belle escursioni nei boschi più o meno impegnative, fino ad arrivare a dominare la costa adriatica con gli occhi da alcuni punti panoramici a strapiombo sul mare tipo quello sulla spiaggia di Portonovo…impagabile!

E se avete ancora qualche dubbio fatevi una passeggiata a Numana o Sirolo, magari verso le sei e mezza di sera, andando a curiosare nelle anguste viette, fatte di ciotoli, casette in pietra, squarci di colline e mare ovunque.
Non mancherete di trovare qualche gelateria artigianale da provare dopo cena, scoprire le leccornie prima citate in qualche negozio di eno-gastronomia, fare un giro nel verde parco di Sirolo oppure dedicarvi ad uno dei vostri sport ideali: aperitivo con vista mare e cena di pesce lungo mare. Che idillio!

Se volete qualche info in più scrivetemi pure. Qui non aggiungo altro...anche se non sono convinto di aver detto veramente tutto...:(

A te logo

giovedì 12 gennaio 2012

Enoteca K.Bernardi: Un pranzo tra le montagne di Brunico

Chiudiamo il giro Alto-atesino di Capodanno con l'ultima tappa: Bruneck, in italiano Brunico.
Capoluogo della Val Pusteria, è una bella cittadina di 15000 abitanti circa, tappa meritevole almeno di una gita in giornata.

Non era la prima volta che ci andavo, ma in chiave invernale sotto la neve è stata una passeggiata inedita, farcita anche dalla presenza dei tipici ma un pò inflazionati mercatini di Natale.
Per chi non li ha mai visti una visita ci sta tutta, atmosfera calda di Vin Brulè e cioccolata, palline dipinte a mano, addobbi in tutte le fantasie, chincaglierie inutili, ciabattine e cappellini di lana tirolesi..e ovviamente cibo locale!

Molto carina, tranquilla, ai piedi dell'imponente Plan de Corones, dà ovviamente il suo meglio nella classica passeggiata della via centrale, delizioso simposio di negozietti di enogastronomia, moda per tutti, ristoranti ed enoteche che mettono in bella mostra il campionario di ottimi vini locali.
La strada è arricchita dai tipici affreschi presenti sui muri di alcune palazzine classiche della regione, che portano gli occhi a curiosare verso l'alto alla ricerca del disegno più bello.
Non mancano chiese e musei da visitare, ma l'attrazione più interessante a mio avviso è il castello di Brunico poco sopra il centro, raggiungibile tramite una comoda stradina asfaltata, bellissima soprattutto d'estate.
Il castello, manco a dirlo, è l'ennesima proprietà del mitico Rainold Messner.

Per un amante del buon cibo e soprattuto del buon vino, tappa da non perdere per il pranzo e per non avere nostalgia di questi territori durante il ritorno, è il negozio-enoteca di Karl Bernardi.
Il negozio è proprio a metà della via centrale e offre ai turisti un vasto assortimento di prodotti sudtirolesi per tutti i gusti (non li ripeto per non cominciare ad averne la nausea).
Si fa fatica ad uscire a mani vuote dal locale. Anche dal punto di vista enologico l'offerta è ampia, soprattutto di vini locali, ma non mancano chicche di altre regioni o paesi come la Francia.

Dopo qualche minuto di passeggiata a piedi si raggiunge l'enoteca, locale molto moderno a pian terreno ma più suggestivo e caratteristico nel piano sotterraneo: la cantina.
Esposizione di grandi vini italiani e non, un piccolo bar al centro della taverna, legno e pietre intorno a cinque o sei tavolini che accolgono i clienti in un ambiente intimo e accogliente. Peccato la cameriera piuttosto odiosa.

Si mangia bene e non si spende molto, dai canederli ai ravioli ripieni, dai wurster prodotti in casa e fatti in vari modi ai piatti di affettati e formaggi misti. Ottimo lo speck. Il menu cambia credo tutti i giorni, è possibile quindi ogni volta avventurarsi in un nuovo assaggio.
Cucina di buona qualità, piatti presentati con cura e ben accompagnati dai vini, serviti anche al bicchiere con buona scelta e prezzi onesti.

Conto sui 40€ in due e mezzo:)

L'Alto Adige vi aspetta...non pensateci troppo, andateci!

A te logo

ps: Poco distante da Brunico, è possibile visitare le piramidi di Plata, monumento naturale di rara bellezza che ricorda in piccolo lo spettacolo americano offerto dal Bryce Canion.

sabato 7 gennaio 2012

Gita a San Candido: un angolo di Austria in Val Pusteria

Proseguiamo nel viaggio virtuale del capodanno alto-atesino appena trascorso.
Come dicevo nel precedente post, la valle Anterselva, tra le tante frecce presenti nel proprio arco ha anche la vicinanza a due belle cittadine come San Candido e Brunico entrambe in Val Pusteria.
Il 29 dicembre, in una bianca giornata di neve abbiamo trascorso con piacere i venti km di tragitto che separa Rasun di Sotto da San Candido, itinerario scandito dall'ipnotica e incessante nevicata, circondati da un tipico e affascinante paesaggio invernale.
Con la tranquillità delle gomme da neve, e l'organizzazione dei sudtirolesi, andare in giro in macchina sotto la neve è piacevole e non particolarmente ardito.

Alcuni tratti sono davvero suggestivi, mi vengono in mente gli imponenti boschi di pini e abeti ricoperti di neve ai limiti della strada o la ferrovia all'entrata di San Candido, paesaggi a cui il bianco dà un tocco di mistero e di evocazione di un passato lontano che spesso nasce nel nostro immaginario attraverso la lettura di libri o la visione di qualche fim, che narrano storie del nostro paese o di luoghi lontani mai visitati, intrighi senza tempo, passioni ed episodi che hanno scritto la storia.

A San Candido si respira aria di Austria. Forse perchè si è molto vicini al confine, o forse perchè il paese dalle case agli abitanti ci ricorda chiaramente che un tempo questo territorio aveva altre ambizioni.
Il borgo è delizioso, farci un giretto prima di pranzo curiosando tra angoli tipici, monumenti, negozietti di moda e alimentari è davvero piacevole, in particolare grazie all'atmosfera silenziosa della neve che enfatizza ulteriormente la pace e il relax donato ai turisti dalle montagne che circondano il comune.

Tra i monumenti non posso non citare la Collegiata di San Candido, il più importante monumento romanico dell'Alto Adige, la Chiesa del Convento dei Francescani restaurata negli anni 90 e la bella Chiesa Parrocchiale di San Michele, posizionata proprio in centro nei pressi del negozio Thun.
In quei giorni proprio lì a fianco alla chiesa un enorme statua di due angioletti Thun capeggiava all'aperto come attrazione turistica per fotografi.

Interessante la presenza del museo Dolomythos, patrimonio Unesco interamente dedicato alla genesi delle montagne e ai suoi primi abitanti.

Per i turisti alla ricerca di qualche ricordo enogastronomico consiglio il Maso dello Speck, vero forziere di leccornie sudtirolesi da portare a casa: speck, wurster, canederli, salumi tipici, schiacciatina tirolese ecc
Altro negozio formidabile è la pasticcieria-dolcificio adiacente al museo delle dolomiti, un vero e proprio emporio di perdizione e peccato. Non entrateci con i bimbi!
Caramelle in tutte le salse, cioccolata di tutti i tipi, torte, vini da dessert e altre tentazioni per la gola.

Per il pranzo c'è solo l'imbarazzo della scelta, numerosi sono i ristoranti, i bistrot o le baite nel circondario valide per un pranzo tipico o anche solo per una pizza.
Noi abbiamo optato per l'ottimo Senfter's, cafè Bistrot accogliente e ricercato ma dall'ottimo rapporto qualità prezzo.
Volete un ambiente caldo con camino, tetto con travi di legno, muri in pietra e atmosfera da locanda di una volta senza rinunciare alla comodità di morbide poltrone? L'avete trovato!
Il Bistrot è adiacente all'ottimo punto vendita della storica macelleria Senfter, dove potrete trovare tutti i prodotti citati in precedenza oltre a vari tagli di ottima carne italiana da portare a casa (se in partenza o in vacanza in proprio appartamento).
Al Cafè è possibile consumare un pranzo sostanzioso basato essenzialmente sui must del cucina del territorio: canederli in brodo o in tris, gulash con canederli o polenta, carne di cervo, cotoletta alla milanese (specialità della vicina Austria), zuppa di zucca, piatti di speck, uova con speck, wurster con patatine, frittata di mirtilli e cosi via...

Uscirete più forti che mai, pronti per una selvaggia battaglia di palle di neve o una comoda foto davanti ad un enorme pupazzo.


A te logo


martedì 3 gennaio 2012

Capodanno in Alto Adige: La Valle Anterselva tra laghi ghiacciati e Plan De Corones

Dopo un autunno molto caldo, tirato ed intenso sotto vari aspetti, c'era bisogno di staccare la spina in modo totale...di strapparla via dal muro e lasciarla cadere sul gelido e silente tappeto invernale...

Inevitabile quindi affondare nella calma e nella selvaggia natura dell'Alto Adige, regione (insieme al Trentino) dove almeno una o due volte l'anno mi reco in tour per cercare l'ispirazione necessaria per affrontare le dure sfide della vita "metropolitana".

Del resto è una zona dove ha senso girovagare durante tutto l'anno, splendida meta di sport invernali durante i mesi freddi, vivace e foriera di seducenti promesse in primavera, rinfrescante e avvolgente in estate, dove ogni gita, ogni sentiero, ogni avventura è possibile.
E poi anche l'eno-gastronomia locale è ricca di spunti meritevoli di attenzione, dagli eccellenti vini (bianchi soprattutto) ad una cucina sicuramente povera e rustica ma non priva di fascino e di chicche da consumare in modo sportivo.

Questa volta abbiamo esplorato la valle di Anterselva, ampia e assolata con cime che superano i tremila metri di altezza.
Posizionata tra la Valle Aurina e la Val Pusteria parte dal comune di Valdaora fino a raggiungere il passo Stalle a più di 2000 metri di altezza (aperto solo nella stagione estiva) da dove è possibile scendere in Austria.
Noi abbiamo pernottato a Rasun di Sotto, piccolo e anonimo paese ai piedi delle montagne, strategico dal punto di vista logistico tenuto conto della vicinanza alla strada principale, e ai comuni di Brunico, Dobbiaco e San Candido.

Il paese non è certo paragonabile ad altre località alto-atesine per quanto riguarda i negozi, i locali o la vita serale, ma è ben fornito di Hotel e ristoranti ed è sicuramente un'ottima opportunità di vacanza grazie alla quantità di passeggiate e gite che si possono fare partendo dal comune, una su tutte il percorso vita che dal parco giochi dietro all'Hotel Alpenhof prosegue a piedi in mezzo a boschi e sentieri di montagna fino ai paesi successivi della valle.

La neve ha giocato un ruolo importante durante la vacanza, già presente all'arrivo rendendo l'ultima oretta di viaggio molto "natalizia", e cadendo senza sosta per tre giorni di fila (più o meno) facendo felici gli sciatori, i bambini troppo cresciuti in cerca di sfide in bob e slittini (io) e i lanciatori deviati di palle di neve (sempre io).

Da non perdere la gita al Lago Anterselva, spettacolo unico per fascino e suggestione.
Si segue la strada per il passo Stalle e si raggiunge il lago passando attraverso i vari comuni della valle. E' possibile lasciare la macchina al centro Biathlon di Anterselva e proseguire a piedi fino all'ononimo lago a 1642 metri di altezza. Come alternativa alla passeggiata, è possibile noleggiare bob o slittini, oppure per gli appassionati sfruttare la meravigliosa pista di sci da fondo che parte dal centro e aggira per buona parte il lago ghiacciato.

Il percorso a piedi è strepitoso. Si parte in sordina dal centro sportivo, ci si immerge nei boschi nel silenzio della neve con gli sguardi timidi dei cerbiatti di passaggio, fino ad attraversare per un lungo tratto all'aperto l'enorme lago ghiacciato (il terzo lago alpino nella regione) per raggiungere l'agognata meta: il rifugio Am See Antholz.
Spettacolo da "Sfida tra i ghiacchi", montagne innevate, foschia che aleggia misteriosa sul lago, enorme tappeto di ghiacchio che assorbe sguardi e pensieri di viandanti e sciatori. Uno spettacolo trascendentale che più volte lungo il tragitto costringe ad una piccola sosta per riflettere e assorbire potere e misticismo sospesi nell'atmosfera.

Una volta arrivati al rifugio, evitando di sprofondare nei punti più cedevoli del lago, è possibile calmare anima e stomaco approfittando delle specialità della cucina alto-atesina di montagna, dal tris di canederli, alle varie zuppette, dai wurster con patatine fino al gulash con polenta, per finire con i dolci ispirati alla tradizione austriaca.

Cambiando itinerario, da Rasun è inoltre possibile raggiungere in una quindicina di minuti la stazione di risalita di Valdaora, dove con un simpatico "ovetto" è possibile lievitare in cielo su una delle zone di montagna più suggestive d'Italia: il Plan de Corones, enorme "panettone" posizionato a 2275 metri di altezza.
Da qui la vista panoramica è quasi inarrivabile, e non ha nulla a che invidiare al mitico Yosemite Park americano. E' possibile ammirare con rinnovato stupore una multitudine di vette alpine, dalla Marmolada (la più lontana) al Lagazuoi, dal SassoLungo alle alpi della Val Venosta. Brividi veri.
La località è paradiso per sciatori e per amanti della montagna, unica in inverno ma credo altrettanto strepitosa in estate.

Come avrete capito il posto merita una visita....pensateci per il prossimo ponte o per le tante potenziali settimane bianche...bisogna pur esorcizzare questa maledetta crisi.... o no?


Ma non è ancora finita..

A te logo

giovedì 10 novembre 2011

Visitare Bormio: Storia, shopping, enogastronomia e benessere in Valtellina

Circa duecento km separano Milano da Bormio, ridente località di montagna situata nel cuore della Valtellina.
Non sono tanti tutto sommato, peccato che solo la prima parte è percorribile mediante la super strada che parte da viale Monza e raggiunge i pressi di Colico, mente la seconda metà è su strada statale ad una corsia, piacevole da scoprire durante il tragitto, ma insidiosa per la durata complessiva del viaggio.

Tre ore e trequarti all'andata, con arrivo in albergo alle 18:45, accettabile per essere sabato.
Hotel San Lorenzo, in pieno centro, un simpatico tre stelle dall'ottimo rapporto qualità prezzo, accogliente, caldo, con una colazione "fatta in casa" spettacolare: brioches naturali di tutti i tipi che emanavano profumi persi nei meandri della memoria e la strepitosa crostata di mirtilli specialità della panetteria "clou"del paese valgono da sole il prezzo dell'albergo.

Passeggiando tra le vie si respira un'aria quasi gotica, enfatizzata dall'autunno e dai colori dell'imminente festa di Halloween; strade silenziose accompagnate da muri e palazzi antichi, vecchie torri e chiese che si elevano verso il cielo.
Dal punto di vista storico non mancano le chicche e gli angoli da visitare con più attenzione (Piazza del Kuerc, Torre degli Alberti), aspetto che si amalgama in modo naturale con i tanti negozi tipici e non che permettono ai turisti di fare shopping con soddisfazione e che accendono di luci e calore la strada principale del paese. L'unico a soffrirne è il portafoglio..

Enogastronomia sugli scudi: da non perdere l'enoteca Guanella, un pò cara ma ben fornita di vini locali anche di produttori non molto noti, il negozio di alimentari "La Sceleira" di Franco Pozzi strepitoso emporio di formaggi, salumi, e altri prodotti tipici o fatti in loco, senza dimenticare la panetteria in via Roma, dove potete trovare pane, pizze e focacce,e soprattutto la torta di mirtilli citata in precedenza...armatevi di pazienza, la coda è una costante...quando non c'è significa che dentro non è rimasto nulla:).

La passeggiata continua tra le vie del paese, la piazza Centrale con il campanile e alcuni ristoranti, fino a giungere al torrente, dove è possibile attraversare l' antico ponte Combo o proseguire lungo il corso d'acqua per un bel tratto di strada, percorso ideale per rilassarsi o per far giocare i bambini vista la numerosa presenza nel verde di scivoli e altalene e di parchi giochi attrezzati.

Per mangiare, oltre al già citato Agriturismo Rini, potete optare per i ristoranti Filò (splendido locale rustico e d'atmosfera), La Stua (classico di montagna con un menu ampio e descrizioni dei vini), La Skandola (di fronte alle Terme), Il Vecchio Borgo (buona qualità e tipicità, servizio lacunoso) ma l'elenco continua..
Per i pranzi consiglio il pub Oliver, adiacente ad una calda piazzetta illuminata "d'immenso" dal sole con parco giochi integrato. Servizio lento e sbadato, ma taglieri di salumi, grigliate di carne, cheese burger e qualche panino "ruspante" meritano la visita.

Per gli amanti dello shopping alla ricerca di qualche acquisto a prezzi interessanti, c'è Livigno a tre quarti d'ora di distanza. Zona "franca", strepitosa per fare benzina (prezzo sotto l'euro), solo discreta a mio avviso per fare acquisti di altro genere. La località è carina, ma sinceramente a parte il percorso per raggiungerla lunare e suggestivo, fa rimpiangere il clima di Bormio.

Ovviamente non sono stato alle Terme, ma so che sono molto belle, anche se un pò care.

A te logo


lunedì 7 novembre 2011

Weekend in Valtellina: A spasso tra le montagne col Trenino Rosso del Bernina

Bormio. Sveglia alle 7:30, con un pò di calma visto la presenza della "piccola".
Si parte alle 8:30 per essere a Tirano alle 9, circa 40 minuti prima della partenza del "primo" Trenino del Bernina della giornata: destinazione Saint Moritz; viaggio di due ore e mezza per 60 km di pista in mezzo alle montagne!

Erano anni che volevo fare questa esperienza, e devo dire che non sono rimasto deluso.
Non abbiamo optato per il treno panoramico (molto più costoso ma dotato di ampie vetrate), ma il trenino standard (sempre rosso con finestre più classiche) è stato all'altezza della situazione.

E' considerato da molti il trenino più bello del mondo, è patrimonio dell'Unesco ed è sicuramente una gita che è possibile fare durante tutto l'anno, fiore all'occhiello della Valtellina.

Il viaggio è stato piacevole, la curiosità è rimasta costante durante tutto l'itinerario grazie alla presenza di tanti scorci meritevoli di attenzione. Per chi ama la natura e i viaggi alla scoperta dei suoi tesori nascosti ha trovato il suo pane: boschi di conifere, alberi multi-colore, sentieri di montagna, le vette più alte accarezzate dalle nevicate in alta quota, binari che serpeggiano tra le montagne disegnando curve improbabili... Il tutto condito dalla possibilità di fermarsi lungo il tragitto per esplorare alcune zone o sentieri particolari, per poi risalire con il treno successivo fino a destinazione.

L'elemento più affascinante e curioso, metafora potenziale di un breve percorso spiriturale, è dato dal progressivo contrasto e mutamento della natura circostante, prima rigogliosa e sfrontata nell'esaltazione dei colori dell'autunno, e via via che si sale più spoglia, arida, lunare ed inquietante.

Il punto sicuramente più spettacolare, obiettivo più gettonato dei fotografi improvvisati è il Lago Bianco, enorme lastra "azzurra" nei pressi dell' Ospizio Bernina, panorama strepitosto come potete vedere dalla foto a fianco, scattata dal sottoscritto.


Arrivati a destinazione è possibile fare una lunghissima e "ossigenante" passeggiata lungo il suggestivo lago di Saint Moritz, degustando wurster e birra presso un bar improvvisato, oppure optare per un giro del paese, meta rinomata per fare shopping in "alta quota".

Nel complesso una gita stupenda, esperienza da ripetere, magari in estate approfittando della clima favorevole per fare escursioni nei boschi di montagna, oppure in inverno per approfittare dello spettacolo naturale del lago ghiacciato o per tentare qualche sortita in mezzo ai paesaggi innevati...



A voi la scelta

A te logo

martedì 25 ottobre 2011

Autunno Enogastronomico: Il Monferrato, tra Vino,Castelli e Krumiri

E' autunno! Tempo di migrare dalla città e di portare il proprio spirito verso lidi lontani, immersi nel mare magnum del benessere e del piacere enogastronomico.
Adoro curiosare nei borghi antichi dimenticati dal progresso, assaggiare i prodotti gastronomici locali, e ovviamente immergermi completamente nella degustazione in cantina dei vini della zona, ascoltando solamente la voce soave di Bacco...

E' vero l'estate è finita, ma non tutto il male vien per nuocere...l'autunno ha dei colori unici, un fascino e un pathos che nessun altra stagione ha..basta un pò di sole e di fortuna, e l'itinerario per il week end si delinea molto rapidamente.

Monferrato, Langhe, Oltrepò Pavese, Colli Tortonesi, Valpolicella, Piana Rotaliana e WeinStrasse solo per citare alcune delle strade del Vino che consiglio di visitare ....iniziamo il nostro viaggio...

Non distante da Milano troviamo subito il Monferrato, territorio quasi esclusivamente collinare compreso tra le provincie di Alessandria (Casalese) e Asti.
Dal punto di vista enologico, non raggiungiamo sicuramente l'eleganza e l'importanza delle più rinomate Langhe, ma non c'è dubbio che il territorio sia splendido e i locali molto accoglienti e disponibili e condividere i frutti della propria terra.

Un’ora e mezza e siamo a Vignale Monferrato, comune a 25 km sud da Casale Monferrato, cittadina principale delle zona visitata. Tra i vari agriturismi disponibili, io ho optato per il Mongetto, palazzo signorile del settecento con annessi ristorante e cantina.
Ottima cena tipica piemontese di benvenuto: tagliolini e agnolotti fatti in casa, verdure dell’orto, carni arrosto o brasate per finire con i dolci preparati artigianalmente.
Colazione casalinga dolce e abbondante con crostate, yogurt, biscotti e persino succhi di frutta fatti in casa. Questa è vita!
Nelle giornate più limpide, dai piani rialzati, è possibile intravedere i massicci del Monte Bianco e del Monte Rosa, con ampia visuale su tutta la catena alpina. Uno spettaccolo da contemplare respirando a pieni polmoni, appoggiato al davanzale della finestra, circondato dai fantasmi che albergano nei corridoi e nelle camere di questo luogo antico.

Dopo un giro al borgo di Vignale, passeggiata rilassante utile per carburare al meglio, ci dirigiamo verso Casale Monferrato, cittadina elegante e vivibile, ricca di storia che emerge curiosando tra le sue vie più interne, i suoi palazzi, le sue chiese, la splendida torre civica e l’imponente castello dei Paleologi.

Immancabile, rigorosamente prima di pranzo, una degustazione di vini nell’attuale sede dell’enoteca regionale del Monferrato, ottima occasione per degustare i prodotti più rappresentativi del territorio. Lasciatevi consigliare dal sommelier di turno, senza dimenticare di assaggiare qualche vino di Accornero (Barbera e Grignolino) e Braida, la famosa cantina produttrice del Bricco dell'Uccellone, sicuramente il Barbera più famoso d'Italia.

Visita post pranzo, must di Casale, è il krumirificio Rossi, produttore artigianale di biscotti Krumiri.
Massimo rispetto per la Bistefani, ma qui il livello è decisamente superiore.

Per il vostro palato, pranzo o cena che sia, non dimenticate l’Elfo di Camagna, ristorante di grande tradizione piemontese e monferrina, locale molto rustico e caldo (da provare la “saletta”) in grado di deliziare il vostro palato con una cucina attenta e di qualità, accompagnata da un’ottima cantina.
Per concludere questo primo itinerario, una visita accurata la merita lo splendido borgo di Moncalvo, città medioevale ben posizionata sopra una collina a nord-est di Asti. Molto nota la fiera del tartufo le ultime due settimane di ottobre, ma in generale durante tutto l’anno è possibile consumare assaggi ai numerosi stand gastronomici (sagre, fiere ecc).
Per il pranzo consiglio i ristoranti Tre Re o il Centrale, uno di fronte all’altro, entrambi ottimi rappresentanti della cucina locale.

Buon Viaggio!

A te logo

martedì 11 ottobre 2011

Weekend sul Lago Maggiore: Dal Mottarone a Orta San Giulio, alcuni itinerari da non perdere

Quest'anno il dio del tempo è clemente con noi poveri e miseri mortali e continua a regalarci sorrisi di sole e giornate temperate, ideali per sognare le prossime vacanze e soprattuto per pianificare week end di relax ed evasione, piano perfetto per rimanere a galla in questo mondo difficile.

Il Lago Maggiore per chi vive a Nord- Nord Ovest dello stivale, è sicuramente un'ottima meta per il fine settimana, sublime dal punto di vista paesaggistico e decisamente alla portata da quello logistico.

Di ristoranti e trattorie abbiamo già parlato, anche se mi sarebbe piaciuto raccogliere qualche commento in più da parte vostra sui locali segnalati o su altri eventuali da voi provati.

Curiosando nell'enigmatico archivio della memoria e tra le scartoffie del mio Angolo, emerge qualche gita interessante da proporre agli incalliti navigatori, luoghi da scoprire e da ricordare durante le impervie fatiche settimanali.

Mottarone: meta tipica per gli amanti del lago Maggiore, "la montagna dei due laghi" situata a 1491 metri di altezza, perfetta sia d'inverno grazie alle numerose e accessibili piste da sci, sia d'estate grazie ai tanti sentieri e passeggiate in montagna. Facile oziare in una delle tante baite presenti, amabili d'estate all'aperto a godersi il panorama, necessarie l'inverno per scaldarsi dopo una passeggiata o un giro sulle piste da sci. Da Stresa è possibile parcheggiare e prendere la funivia che porta fino a destinazione. Il panorama dall'alto è strepitoso, oltre al Maggiore è possibile ammirare anche il Lago d'Orta.

Isole Borromee: Le isole Bella, dei Pescatori e Madre, sono senza dubbio i gioielli del Lago Maggiore. Posizionate nel cuore del lago sono tutte raggiungibili con varie linee di traghetti a partire da Stresa, Baveno, Verbania ed Arona. La gita è un classico imperdibile e soprattutto le prime due sono mete ideali per una breve e originale passeggiata, un pranzo (o cena) a base di pesce di lago (fantastico mangiare all'aperto durante la bella stagione!) ed infine una siesta di contemplazione davanti al panorama multi dimensionale.
Eventualmente a pagamento è possibile visitare il palazzo e i giardini dell'isola Bella, un pò cari ma davvero splendidi. In particolare l'isola dei Pescatori si presta a passeggiate romantiche nei vicoli del paese e lungo tutto il perimetro. L'isola Madre si concede meno al turista, in quanto è quasi interamente dedicata dal bellissimo giardino Botanico con piante provenienti da varie parti del mondo. Anche in questo caso bisogna ricorrere al portafoglio.

Macugnaga: Ai piedi della parete est del Monte Rosa troviamo questo tipico e bel borgo di montagna (Val d'Ossola), unica località del Monte Rosa da dove è possibile ammirare la cima più alta del gruppo direttamente dal paese. Noto centro storico dell'alpinismo internazionale, Macugnaga è ideale per gite anche di una sola giornata, offrendo ai turisti la possibilità di intraprendere, a partire dal centro, sentieri di tutti i livelli, dai più facili in piano, a percorsi nei boschi con salite verso la montagna. Validi i posti di ristoro, numerosi gli hotel e i B&B per soggiornare qualche giorno. Ottimi i formaggi e i mieli prodotti in loco.



Orta San Giulio: altro posticino dal fascino incredibile e immutabile nel tempo. Oasi di relax e contemplazione, poesia della natura, inno alla bellezza. Considerato uno dei borghi più belli d'Italia, si trova in provincia di Novara, ed è felicemente posizionato sulla sponda orientale dell'omonimo lago. Meta adatta per un gita in giornata o per trascorrere il wek end, magari soggiornando una notte sulla suggestiva e misteriosa isola San Giulio, posizionata di fronte al paese. Il borgo, seppur piccolo, è ricco di scorci e viuzze curiose che riempiono gli occhi e invitano a proseguire il cammino (salita della Motta, ville e palazzi signorili); la passeggiata che costeggia il lago è abbastanza lunga e permette di godersi il panorama con tranquillità. Non mancano ristoranti ed enoteche per assaggiare qualche piatto tipico accompagnato dal vino giusto. Sull'isola invece è possibile visitare la basilica romanica, attraversare la via del silenzio e della meditazione lungo tutta l'isola, l'ottocentesco Palazzo dei Vescovi e l'Abbazia Benedettina Mater Ecclesiae.



Buon week end!

A te logo

venerdì 9 settembre 2011

Ristorante Cafè Balear: cena di pesce al porto di Ciutadella

....Il porto è la zona più suggestiva di Ciutadella, sia prima del tramonto con l'atmosfera carica di trepida attesa, sia all'imbrunire con le luci del crepuscolo che disegnano scenari per il futuro.
Ma il momento più caldo e suggestivo arriva con l'oscurità, dove l'aura del mare soffia morbida tra le barche a riposo, e il fascino seduttivo della notte si fonde in modo arrendevole con la bellezza del luogo.

Dopo una coda di venti minuti circa ( e ci va bene, tante persone ci rimarrano ore..) i camerieri del mitico Cafè Balear ci preparano un bel tavolino accanto al canale; può cosi cominciare la cena luculliana a base di pesce che ci accompagnerà per un paio d'ore.
Il Cafè Balear è uno dei migliori e più noti ristoranti dell'isola, e devo dire che la rinomanza è assolutamente meritata, da tutti i punti di vista.
La location è impeccabile, il servizio cortese e puntuale, e si mangia semplicemente benissimo.

Si inizia con le Tapas, e forse converrebbe anche finire qui. Sono gli antipasti tipici spagnoli e comprendono bruschette di pomodoro, peperoni, gamberetti, pesciolini fritti, fritto misto, cozze, vongole, insalata di polipo, granchio con peperoncino e scampi alla griglia.
Il tutto per quattro adulti, anche se i piatti sono ricchi e potrebbero tranquillamente costituire la cena completa per adulti e bambini.
Prendiamo anche delle sogliole per i bimbi, ancora un piatto di cozze e del San Pietro con patate.
Tutto ottimo, e tra l'altro la scelta di pesce è veramente molto ampia (branzini, orate, pescatrice, ecc)
Il tutto accompagnato da un ottimo spumante spagnolo, il Cava, vino frizzante tipico della Catalogna (due bottiglie), fresco e perfetto per le pietanze servite.
Si finisce con un assaggio di dolci, e l'idea del conto comincia a prendere forma....ci si aspetta una bella mazzata...e la mazzata arriva...più di 320€!! E ora capite perchè forse conveniva fermarsi alle Tapas...



La passeggiata dopo cena è un must, il porto si anima di luci, le barche sonnecchiano tranquille una accanto all'altra, alcune si prestano come ristorante galleggiante, altre nicchiano in attesa di ripartire per altre avventure in mare.
Ci sono tantissimi giovani, i numerosi e invitanti ristoranti accompagnano tutta la passseggiata lungo il canale, e hanno l'aria di poter soddisfare i clienti in attesa...anche se dalle recensioni lette in giro non sembrerebbe.
Si scatta qualche foto, si curiosa tra i negozietti, rubacchiando qualche chiacchiera qua e là; la sensazione di essere in vacanza in completo relax prende finalmente la piena consapevolezza...non c'è più niente a cui pensare...

Il tempo si perde dietro al dolce fluire dello spumante nel sangue, si respira a fondo l'atmosfera quasi surreale del luogo, questo fascino avvolgente che per un momento proietta la mente alla ormai lontana gioventù, e fa dimenticare la mazzata ricevuta pochi minuti prima al ristorante..., in fondo abbiamo mangiato benissimo e si vive solo una volta...no?

I profumi di mare, di pesce alla griglia, di vacanza ci accompagnano fino alla macchina, salutiamo le barche, Ciutadella....ancora due magliette...e si riparte verso Fornells...

Qui si chiude il resoconto del viaggio a Minorca...spero che qualcosa di quello che avete letto in giro sul Blog possa esservi utile per fare un viaggio vacanza su questa bellissima isola, che non mancherà di sedurvi come ha fatto con me.

Oltre all'Angolo del Martux, ci tengo a segnalare questo sito, davvero ben fatto e ricco di contenuti sul luogo.

A te logo

giovedì 8 settembre 2011

Minorca On The Road: Alla scoperta dell'Isola del Vento

Dopo un nostalgico tuffo della memoria in acque cristalline è giunto il momento di riprendere il cammino e narrare brevemente di qualche gita da non perdere se si è in vacanza sull' isola del vento (dicono cosi di tante isole..).

Faro di Favàritx: visita da non perdere, fatta di mattina prima di andare a Cala Tortuga, ma che meriterebbe un passaggio in "zona tramonto" prima di cena. Il paesaggio è lunare, con rocce di ardesia levigate da secoli di mare agitato dai venti di tramontana. Il faro si raggiunge con una comoda e breve passeggiata asfaltata. La costruzione è piuttosto massiccia e ben tenuta. Rapidamente si sconfina sul tappeto di nuda roccia, abbastanza piatta fino ad arrivare allo strapiombo sul mare. Ideale per fare foto e video, panorama mozzafiato e molto suggestivo.
Il luogo trasuda sensazioni quasi mistiche, echi di storie e avventure consumate nel remoto passato del luogo, storie di navigatori, fuggiaschi, spie e capitani di navi sempre in tensione verso l'ignoto, in continua sfida per la sopravvivenza.
Vicino al faro c'è una piccola spiaggia molto comoda, ma conviene parcheggiare un filo più indietro per andare a Cala Tortuga o alle spiagge adiacenti, camminando un pò su sentieri sterrati con un pò di pendenza.



Santuario del Monte Toro: il punto più alto dell'isola, gita ideale da fare a fine vacanza per tirare le somme, per gonfiare i polmoni di ossigeno, e armarsi di buono spirito per il ritorno in patria.
Il panorama è splendido e sorprende, in quanto si riesce a guardare quasi tutta l'isola, e nonostante tutti i giri in macchina, solo da qui ci si rende conto di quanto è piccola. Per godersi il panorama ci deve essere il cielo terso, senza nuvole, altrimenti la vista rimane un pò offuscata.
Sul Monte, alto 358 metri, è possibile visitare il santuario dedicato alla patrona di Minorca, costruito sui resti di un' antica chiesa gotica. Da vedere un'imponenente statua, parte di una torretta difensiva, il pozzo e la chiesa all'interno dove è possibile ammirare l'immagine della "Virge del Toro" scolpita su legno.



Ciutadella: non poteva mancare una visita a Ciutadella, la città più bella e rappresentativa dell'isola, fondata addirittura dai Cartaginesi! Non ci sono stato molto, e forse avrei dovuto approfondire di più il giro turistico, ma la zona del porto a cena vale da sola il prezzo del biglietto...ma di questo parlerò la prossima volta.
La città è piuttosto grande e anche confusionaria, ma una volta arrivati in centro, con un pò di difficoltà e dopo aver fatto incazzare il vigile di turno (con una specie di mezzo tecnologico a due ruote tipo bambino...buffissimo) si riesce a parcheggiare. Due passi in centro, affollato di turisti e negozietti, tra le vie strette e molto tipiche con pavimenzione tipo "pavè" che le caratterizza, ci si ritrova ogni tanto in qualche bella piazza, tipo quella della splendida cattedrale, oppure quella molto ampia sopra il porto, dove si affaccia il palazzo del Consiglio Comunale.
I negozi sono carini ma con i bimbi non si riesce a fare molto, c'è nè uno che vende formaggi e salumi profumatissimi, ci sono i soliti che offrono svariate tipologie di coloratissime magliette, per non parlare delle tipicissime scarpe di minorca: gli Avarcas.



La visita non dovrebbe finire qui, ci sono tanti angoli ancora da scoprire, che sto ammirando adesso su Internet, ma siamo in orario di cena, i bimbi hanno fame e so dal mio telefono che il mitico Cafè Balear non aspetta...attivo il GPS e ci facciamo eroicamente guidare da lui...portaci al ristorante, Android!
Camminando tra le vie, percorriamo 850 metri e finiamo al cospetto del canale principale dello splendido porto..il GPS è abbastanza preciso, il tempo di fare due foto e ci mettiamo mestamente in coda per l'agognata cena..

A te logo

mercoledì 7 settembre 2011

Le Spiagge di Minorca: un tuffo nelle piscine del Mediterraneo

Eravamo rimasti al noleggio dell'auto, elemento essenziale per poter girare l'isola in modo comodo e soddisfacente, andando a scoprire le tante chicche disseminate tra costa ed entroterra.
Le attese non sono state deluse, soprattutto per quanto concerne le spiagge.
Ce ne sono tante, alcune minuscole, altre piuttosto estese, di sabbia bianca e fine e di sabbia rossa più granulosa.
Non mancano le scogliere, e un pò in tutta l'isola è possibile godere del fondale e della fauna marina facendo snorkling con pieno gusto.

A Nord prevalgono le spiagge di sabbia rossa, soprattutto verso Fornells, mentre il Sud dell'isola è conosciuto per le lunghe spiagge bianche, e per alcune calette veramente da sogno, circondate da pinete e vegetazione molto fitta, ombra ideale per la pausa pranzo, davvero di grande impatto fotografico, anche se ahime non mancano alberghi di dubbia qualità estetica che a volte riducono un pò l'armonia dell'ambiente. I fondali sono mediamente bassi per diversi metri, ideali per i bambini. Non mancano nudisti un pò in tutta l'isola.

Di seguito qualche appunto da tenere a mente:

Cala Tirant: l'ampia baia a fianco del villaggio Carema Playa di Fornells. Tante rocce e scogliere sui lati, due spiagge separate da una parete di scogli e roccia e collegate da una scaletta piuttosto sportiva. Mare bellissimo soprattutto in assenza di vento, colori meravigliosi, sabbia non esaltante, non sempre pulitissima nonostante sia una spiaggia piuttosto selvaggia. Ideale per lo snorkling.



Arenal De Castell: spiaggia piuttosto lunga in una baia non molto ampia. Molto commerciale, in zona molto costruita e piena di imbarcazioni. Acqua molto bella, ideale per bambini e per fare sport. Facile da raggiungere, ottimo parcheggio.

Na Macaret: spiaggia minuscola e poco significativa tenuto conto della media delle altre spiaggie. Sarebbe l'ideale se fosse la spiaggia sotto "casa propria".

Cala Tortuga: meravigliosa spiaggia vergine vicina al faro di Cap Favaritx, che merita sicuramente una visita a parte. La spiaggia è raggiungibile tramite un sentiero, passeggiata di 15 minuti un pò impegnativa con bambini ma fattibile. Acqua meravigliosa, sabbia abbastanza chiara, caletta selvaggia circondata da rocce e vegetazione. Nudisti a go-go, anche uomini...

Es Grau: bella spiaggia di 500 metri a forma di conchiglia dalle parti della capitale Maò, ideale per i bimbi. Prima parte un pò sporca, bisogna camminare fino in fondo per godersi il tratto di mare migliore e avere la sabbia più pulita. A nuoto è possibile raggiungere un'altra piccola spiaggia li vicino, oppure ci si può soffermare a fare snorkling intorno all'enorme scoglio che separa due tratti di costa.

Playa de Cavalleria: spiaggia selvaggia di sabbia rossa. A me ricorda Porto Ferro in Sardegna. Mare bellissimo in assenza di vento, ampio parcheggio e camminata di 5 minuti. E' possibile fare una specie di bagno nel fango (o terra rossa) vicino alla spiaggia, che tra l'altro è piena di nudisti. Non lontano da Cavalleria c'è la splendida spiaggia di Cala Pregonda, raggiungibile in circa 20 minuti, ma che non ho visto, in quanto non agevole per i bambini.

Playa Binamela: spiaggia poco significativa, brutta copia di Cala Tirant o Cavalleria. Comoda solo per chi non vuole farsi la scarpinata fino a Cala Pregonda, tenuto conto che la prima parte di strada e il parcheggio sono comuni.

Cala Morell: posizionata a nord ovest dell'isola, sopra la bella Ciutadella. Doppio parcheggio, stradina immersa nella pineta, baia meravigliosa, divisa in due parti, con la seconda spiaggia da raggiungere a nuoto. Acqua bellissima, fondale particolarmente basso.



Cala Galdana: baia molto bella, verdissima nonostante la presenza di molte costruzioni. Molto turistica ed affollata, ampio parcheggio, acqua e sabbia al top nonostante la confusione.

Cala Mitiana: più piccola e ancora più affollata di Cala Galdana. Parcheggio più limitato, da raggiungere in mattinata verso le dieci (come del resto un pò tutte quelle più rinomate). Anche qui sabbia bianca e finissima, acqua dai colori meravigliosi, alta scogliera da dove tuffarsi. Tanto verde, pineta fresca ed accogliente prima della spiaggia.

Sant Tomas: spiaggia lunga 750 metri, molto spaziosa, ideale per bambini. L'acqua è sempre bellissima, a volte è ventosa, fondale basso per molti metri. Molto turistica, numerosi bar e strutture di accoglienza.

Son Bou: spiaggia lunghissima più di due km, molto turistica. Sabbia bianca, acqua splendida, tanto spazio per giocare, vale la pena farci anche più di una visita.



L'elenco potrebbe proseguire ancora a lungo (Cala Torqueta, Son Saura, Cala Macarella ecc), ma quelle qui sopra sono quelle testate sul campo, tutte consigliatissime a parte un paio niente di che.
Se c'è qualche fortunato che deve ancora farsi le vacanze, e la destinazione è Minorca...

A te logo


lunedì 5 settembre 2011

Viaggio a Minorca: Una vacanza a Fornells a bordo di una panda!

Partiti il 15 agosto all'alba da Malpensa, dopo una notte all'Hotel First proprio a due passi dal Terminal 1.
Se si decolla molto presto alla mattina, può essere comodo pernottare nelle vicinanze evitando di alzarsi ancora prima del dovuto, soprattutto se si viaggia con bimbi piccoli come nel mio caso!
Abbiamo lasciato la macchina in albergo per le due settimane e il servizio navetta ci ha accompagnati all'areoporto all'andata e in albergo al ritorno.
Dopo un' ora e mezza di viaggio si arriva a destinazione: Minorca, seconda isola per estensione delle Baleari (dopo Maiorca e prima di Ibiza e Formentera), l'isola più verde di tutto il Mediterraneo!

La nostra destinazione finale era Fornells, delizioso e tranquillo porto di pescatori situato a nord est dell'isola, paesino di case bianche basse, caratterizzato da una lunga passeggiata lungo mare, corredata di qualche bancarella e di alcuni negozietti che oscillano tra il tipico e il turistico, che accompagnano il percorso fino al cuore del porto naturale, dove non mancano interessanti ristoranti che tentano i turisti con ricchi menu a base di pesce (l'Aragosta è la specialità del posto!).
A Fornells, è da non perdere la visita alla Torre di difesa e al piccolo faro lì vicino.
La passeggiata che porta alla torretta è davvero molto bella, in posizione rialzata si gode di un panorama magnifico, ma se non ci si accontenta si può tranquillamente lasciare la stradina asfaltata per passeggiare sulla nuda roccia fino a raggiungere il punto più estremo della parete rocciosa, in mezzo alla varie curve naturali levigate dal mare e dai venti, con vista dedicata su alcune calette rocciose, sulle scogliere e sulla vastità immensa del mare aperto.
Lo spettacolo è straordinario, non si finisce mai di scattare foto e passeggiare nei dintorni alla ricerca dell'angolazione perfetta, della foto da ingrandire per le pareti di casa.
La passeggiata di ritorno si sviluppa lungo la costa rocciosa sul lato del porto, e permette di raggiungere il centro del paese.


Abbiamo soggiornato al Carema Club Playa di Fornells, situato nei pressi di Cala Tirant, nota spiaggia rossa nelle vicinanze del paese.
Su TripAdvisor si trovano tante recensioni, alcune molto positive altre meno, nonostante la struttura sia tra quelle più grandi dell'isola.
Personalmente mi sono trovato bene, villaggio gradevole, fatto di case basse immerse nel
verde, caratterizzato dai classici servizi standard; bar, tre piscine, un campo da tennis, un mini club per bambini, l'angolo diving, e una sorta di teatrino per l'animazione serale.
La camera era piuttosto tipica nella sua semplicità, corredata da tutte le caratteristiche basilari (frigo, tv,asciugacapelli, utensili da cucina ecc), anche se sicuramente un pò obsoleta negli arredi e nelle mura. Pulizia della camera discreta, fatta ogni due giorni, formiche in agguato da tenere a bada.
La cucina è stata molto varia anche se alla lunga ripetitiva. Grande ricchezza e abbondanza in tutti e tre i pasti della giornata, discreta qualità soprattutto per alcune pietanze di pesce e di carne (cozze e gamberi, spada e palombo, lombata, agnello e filetto di maiale).
Verdura e frutta in gran quantità e in alcuni casi particolarmente buona (anguria e pere), dolci discreti, vino e birra sempre presenti.
Personalmente ho trovato un pò stucchevole bere tutti i giorni il cappuccino della macchinetta (idem per le altre bevande calde), fastidioso avere solo un dispenser per le bevande fredde (succhi e acqua), e un limite il fatto di non avere a colazione un buon espresso, in generale fuori dalla formula all inclusive del villaggio. Personale cortese sia in sala da pranzo che alla reception.



Poco incline alla vita da villaggio e a rimanere stanziati sulla stessa spiaggia, abbiamo noleggiato direttamente dall'Italia sul sito web AutosMaximo una simpatica Panda gialla, ribattezzata il "Ciofeghito" per le sue prestazioni mascoline. Il servizio è interessante grazie alle tariffe "aggressive" e per la modalità di consegna, direttamente in albergo se lo si preferisce.
La macchina a Minorca è senza dubbio fondamentale per scoprire quotidianamente le ricchezze naturali che l'isola offre, oltretutto le strade sono buone e l'ampiezza complessiva dell'isola (circa 50 km) permette tranquillamente di attraversarla in lungo e largo anche durante l'arco dello stesso giorno.

Continua...

A te logo

lunedì 25 luglio 2011

Blogger On The Road: Mangiare bene in viaggio tra le province dell' Emilia


L'Italia è l'ombelico del mondo in materia di enogastronomia. La nostra cucina e i nostri vini sono famosi in tutto il pianeta, e la caratteristica che forse ci contraddistingue con maggior enfasi riguarda proprio la varietà del nostro campionario, cosi diverso tra regione e regione, anche se ormai, soprattutto nelle grandi metropoli, ci siamo abituati all'opportunità di assaggiare e degustare le specialità di tutto lo stivale.

Una delle regioni che soprattutto dal punto di vista gastronomico, non manca mai di deliziare i nostri palati con pietanze goderecce è sicuramente l'Emilia-Romagna.
Ogni sua provincia annovera nel proprio patrimonio semplici gemme di bontà che è sempre un gran piacere poter consumare.

Vediamo cosa ci regala il nostro Blogger, all'interno di un personale e ipotetico itinerario, da consumare durante un week end o anche in viaggio di passaggio verso la meta scelta per le vacanze:

Agriturismo La Favorita (Prov. Piacenza): Bell'agriturismo nelle colline del piacentino, immerso nel verde con allevamento di bovini annesso. E' possibile anche andare a cavallo.
Ideale per pranzi-cene con amici rumorosi o per banchetti di nozze, battesimi, ricevimenti ecc.
Gnocco fritto con salumi piacentini, tortelli ricotta e spinaci (strepitosi), pisarei e fasò, tagliate e grigliate miste di carne. Dolci fatti in casa, anche al bicchiere in versione mignon (da assaggiare anche se al collasso).
Ottimo qualità-prezzo.

Trattoria del Sole (Prov. Parma): Trattoria semplice e accogliente, con prezzi alla mano e consigliata anche dalla guida Slow Food. Culatello, funghi fritti, salumi misti, tagliatelle ai funghi o al tartufo, cannelloni, panzerotti e ravioli di patate, grigliata di carne e faraona arrosto con patate sono solo alcuni degli ottimi piatti genuini e di sostanza offerti dalla casa. Lambrusco d'obbligo per pasteggiare (discreto anche quello della casa), il Nocino per chiudere il pasto.

Antica Trattoria Volano (Prov. Ferrara): Intimo e tipico ristorante di Ferrara, presente da oltre 200 anni sulla riva sinistra del Po di Volano. La cucina è quella tradizionale: sfoglia tirata a mano per degli ottimi cappellacci di zucca, cappelletti in brodo e tortelloni di ricotta solo per citare alcuni degli ottimi primi presenti. Sui secondi c'è da lasciare il cuore e forse il fegato: misto di bolliti con salse alla Ferrarese, somarino con polenta, la mitica e sostanziosa salama da sugo con purè, senza dimenticare stoccafisso, anguilla e aringa tutte accompagnate dall'immancabile polenta. Non può mancare la zuppa inglese in chiusura. Un must per la pausa pranzo se si visita la città in giornata.

Trattoria Piccola Venezia (Prov. Bologna): ristorante che si scopre per caso, quando presi dallo sconforto della A4, davanti al pericolo di rimanere bloccati sulla tangenziale di Bologna, si sceglie di uscire a Modena sud, in direzione (nel mio caso) di Ferrara e dei suoi lidi. Locale semplice e accogliente, con un grande camino accesso in fondo alla sala, dove le grigliate di carne mista (must del locale) si preparano alla degustazione degli ospiti. Antipasto di salumi e formaggi arricchito dalle marmellate fatte in casa, primi discreti ma la pietanza centrale è la carne. Molto tattico per i viaggiatori ma conto non proprio in linea con le attese.

Taverna Napoleone (Prov Modena): Altra scoperta di rilievo a pochi chilometri dall'uscita di Modena Sud, direzione Bologna. Grande e moderno locale immerso nel verde della campagna modenese, circondata da un folto pioppeto, il locale molto ampio è ideale per matrimoni, ricevimenti ecc ma anche per cene romantiche o in compagnia di amici. Il menu è molto godereccio: Gnocco fritto con salumi e tigelle con formaggi e pesto di lardo bastano per una cena con i fiocchi. Ma non mancano primi della tradizione modenese (Agnolotti in varie modalità, risotto al Lambrusco, strozzapreti fatti in casa) o abbondanti primi di pesce (spaghetti allo scoglio) e secondi di notevole qualità (tagliata con mele e aceto balsamico, lombatina di agnello, chateu di manzo, grigliatona di carne mista). Ottima scelta di lambruschi e buona di vini in generale, impreziosita dalla presenza di un sommelier AIS. Si cena all'aperto in una grande e suggestiva veranda, peccato i moschini, anche se durano poco.

Credo sia opportuno fermarsi qui, lasciando la Romagna ad un altro post.

Andate e godetene tutti!

a te logo

giovedì 14 luglio 2011

Vacanza ad Andalo: un angolo di paradiso sull'Altopiano della Paganella

Vacanza ad AndaloViaggiare è uno dei piaceri della vita: la sensazione di libertà e pienezza che si respira quando si scoprono nuove località, quando si è in movimento per raggiungere posti lontani dall'ordinario, mossi dalla curiosità e dal desiderio di immergersi in una nuova dimensione, fatta solo di relax, divertimento e pura evasione...

Andalo è una località che risponde pienamente a questo ideale.
Si trova in Trentino, tra l'Altopiano della Paganella e le Dolomiti di Brenta, posizione perfetta per trascorrere delle vacanze in montagna sia d’inverno che d’estate.

E' un paese molto servito, pieno di negozi e mezzi che consentono ai turisti di muoversi in modo ottimale in tutte le stagioni, anche lasciando la macchina parcheggiata comodamente in Hotel.

E' dotata di un ampio e moderno centro sportivo che offre agli amanti dello sport opportunità di tutti i generi; dalla palestra di roccia alla piscina, dal calcio al basket, dal tiro con l'arco alla pallavolo, per finire con campi da tennis e centro di equitazione. D' inverno, per gli appassionati degli sport sulla neve ci sono 50 km di piste da sci e snowboard, di vari livelli e difficoltà.

Vicino al centro sportivo è disponibile un delizioso laghetto artificiale (presente in base alle precipitazioni), che offre la possibilià di fare una lunga e appagante passeggiata lungo un percorso ad anello, ideale per famiglie con bambini.
D’inverno il sentiero si trasforma in una perfetta pista per lo sci di fondo, illuminata fino a tarda sera.

Vacanza ad Andalo
Durante l'ultima vacanza di capodanno, cercando il compromesso ottimale per la mia bambina, ci siamo cimentati in un intenso programma fatto di gite in montagna, tra aree dedicate ai bambini con gonfiabili e scivoli, a passeggiate immerse nel bosco lungo un percorso di alcuni chilometri, fatte a piedi, con la slitta trainati da cavalli o in motoslitta, circondati dal misterioso e assoluto silenzio della natura sovrana.
Durante questo gita, abbiamo pranzato alla Tana dell'Ermellino, rustica baita alla fine del sentiero, dove il gulasch con polenta e i canederli avvolgono i clienti infreddoliti con i ruspanti profumi di queste montagne.

Una gita al parco giochi invernale di Fai della Paganella, un mini tour lungo la Piana Rotaliana a caccia di qualche vino da ricordare (Cantina Rotaliana e Fratelli Dorigati), il tornare bambini gettandosi a capofitto sul bob lungo le tante discese naturali vicine al centro sportivo, hanno completato una settimana rigenerante e consigliatissima.

Ultima chicca: ad Andalo potete fare spese enogastronomiche in diversi negozietti specializzati, tra cui Tito Speck, vero must Trentino per lo speck e i formaggi.
Ottime le grappe nell'enoteca in centro al paese, sulla piazza principale.

A te logo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...