martedì 29 novembre 2011

Gattinara Anzivino 2005: Assaggiamo l'"altro Nebbiolo"

Qualche mese fa, sono stato con il compagno di avventure "enologiche" dalle parti di Gattinara e Ghemme, alla ricerca di qualche Nebbiolo da ricordare e portare a casa per una degustazione in compagnia.
Era febbraio, mese un pò desolante, soprattutto in zone un pò depresse come quella "fetta" di territorio al confine tra la provincia di Vercelli (Gattinara) e quella di Novara (Ghemme).

Assaggiati i vini un pò scorbutici della cantina sociale del paese (ci siamo fermati al primo), preso il due di picche da Antoniolo ( non fa degustazione nel punto vendita..mah), siamo arrivati già nervosi all'enoteca regionale di Gattinara, in cerca del sospirato riscatto.
Finalmente un pò di cortesia e di ospitalità, abbiamo assaggiato quattro o cinque vini del posto...e scoperto che da quelle parti la degustazione è sempre a pagamento...va be, ne riparleremo.

Tra i vini acquistati la prima delusione mi è arrivata dal Ghemme 2004 di Ioppa, ottimo in enoteca, ma con un significativo sentore di tappo a casa mia settimana scorsa..ma ci può stare.
Mi sono rifatto con il Gattinara 2005 di Anzivino, davvero un buon vino.

Un bel rosso granato tipico da Nebbiolo con un unghia appena aranciata.
Bel naso, elegante e di discreta ampiezza. Frutta rossa, viola e note speziate, accenni di noce moscata e sentori di pepe e liquirizia più marcati.
In bocca non delude, buon corpo, tannino vivace e di spessore ma già pronto per una beva appagante, la bocca rimane asciutta con un leggera ma gradevole astringenza.
Vino fresco corroborato da una buona acidità che gli garantirà un invecchiamento lungo e felice.
Il vino ozia in bocca per diversi secondi, con note amarognole di mandorle che lasciano la bocca senza fretta e con rinnovata seduzione.

In enoteca sui 16€, buon esempio di Gattinara, anche se secondo me ci sono campioni migliori (ma più cari).
Da abbinare con piatti di carne sostanziosi, arrosti o brasati, selvaggina, formaggi stagionati e primi piatti elaborati come il risotto condito con lo stesso vino.

Curiosità: Anzivino era un imprenditore edile di San Donato, ora viticoltore in Gattinara. Grande! E' anche agriturismo con possibilità di mangiare e pernottare...se volete farvi un week end alternativo..

A te logo

lunedì 28 novembre 2011

Lo strano caso del prato di San Siro:biglietti polverizzati in poche ore...

Giovedi scorso TicketOne, ormai unico canale di vendita in Italia per biglietti di spettacoli teatrali, concerti ed eventi di vario genere, ha messo in vendita sul proprio sito internet i biglietti per i concerti di Bruce Springsteen che si terranno in Italia durante il 2012 a Milano, Firenze e Trieste.

Badate bene: tre date in Italia di un artista che viene ormai ogni 2/3 anni in stadi di capienza di un certo tipo. Alle 16 dello stesso giorno i biglietti per il prato di San Siro erano misteriosamente scomparsi. Com'è possibile?
Ovviamente i ragazzi del call center non ne sapevano nulla, mistero assoluto sulle cause di questo repentino esaurimento, nessuno in grado di darti spiegazioni o di dare indicazioni su prossime vendite online, guarda caso dei biglietti più "accessibili".
Tra l'altro ormai non è possibile nemmeno ripiegare (come qualche anno fa) sui negozi di musica della metropoli: da Mariposa a Bonaparte, da Buscemi a Psyco, ormai tutti alle dipendenze del meraviglioso sito Ticketone.

Vi sembra possibile che i biglietti di un prato come quello di San Siro possano finire dopo poche ore??
Eppure il Boss ormai da anni, pur riempiendo lo stadio non fa mai un vero sold out...

Indagando su Internet vai a scoprire che esistono siti organizzati e molto professionali come questo oppure quest'altro che hanno parecchie disponibilità di biglietti, offerta variegata per tipologia e prezzi...ma la cosa più bella è che i prezzi sono esorbitanti, ben più alti di quelli ufficiali al pubblico.

Ma vi sembra accettabile? Si parla sempre di speculazione finanziaria, di squali arrivisti che ti aspettano in banca per proporti truffe o patti con il diavolo, di "uomini in nero" che governano il mondo dalle stanze segrete del potere, ma di questa categoria di "truffatori"silenziosi che sono in attesa da qualche parte pronti a speculare sulle passioni e i momenti di svago della gente comune ne vogliamo parlare?

Questa sarebbe la democrazia di Internet? I fans degli artisti di turno, persone che risparmiano per concedersi uno sfizio o una serata diversa, gente abituata ad comprare biglietti nel negozio di fiducia si vedono beffati da un sistema occulto, invisibile, organizzato all'inverosimile che in poche ore, esattamente come per i sistemi automatici usati per il trading speculativo, riesce a saturare tutti gli spazi, a ribaltare le logiche del mercato, a raggirare le regole del gioco, al di là della banda larga, del refresh del browser, dei server che cadono esausti e delle altre amenità che ci propinano...
Chicca finale, che suona come una bella presa in giro la potete trovare qui: chapeu!

Qualche settimana fa la Repubblica (ahime mi tocca pure citarla) denunciava questo sistema sicuramente sottile e ben organizzato in un articolo non privo di dettagli significativi...

La parola a voi...sperando che un pò di polvere venga fuori dalle strade buie dell'Angolo...

A te logo

domenica 27 novembre 2011

Serre IGT 2009: Alla scoperta del vitigno Susumaniello

Dall'evento recensito settimana scorsa, sono tornato a casa con due bottiglie di Serre IGT della Cantina due Palme, viticoltore pugliese tra i più noti in Italia.
Il Serre è fatto con uve Susumaniello in purezza, uno dei tanti vitigni autoctoni italiani recuperati negli ultimi anni, sui quali l'enologia del territorio sta investendo con impegno.

Ci sono molti vitigni al Sud come nel resto di Italia, poco noti ma di indubbie qualità (dal Tamurro in Basilicata, al Maglioppo e Gaglioppo in Calabria, il Susumaniello in Puglia, l'ormai noto Nerello in Sicilia solo per citarne alcuni) che seppur fuori dalle mode e dalle attenzioni del marketing del vino, sono in grado di regalare assaggi di notevole piacevolezza, con la speranza che grazie al costante lavoro dei produttori possano garantire in futuro standard di qualità e tipicità utili per differenziare e personalizzare un mondo del vino che negli ultimi decenni ha rischiato un'indubbia omologazione dei prodotti proposti e dei gusti personali.

Ad ogni modo il Susumaniello (detto anche Somarello Nero) in questione, non delude all'assaggio, conferma le buone impressioni riscontrate in fiera, e mi spinge a curiosare nel nuovo punto vendita della Cantina Due Palme a Milano, occasione interessante per approfondire la degustazione dei vini pugliesi che propone il produttore.

Il Serre è un vino giovane ma ambizioso, rosso rubino acceso con ancora qualche nota violecea, franco e di buona beva pur essendo dotato di un corpo di tutto rispetto.
Molto fruttato (ciliegie e prugne), con note di viola e marmellata a completare le sensazioni primarie.
Spezie dolci (vaniglia e cannella) con sottofondo balsamico e leggere punte di mineralità completano il profilo olfattivo, meno complesso e ampio rispetto alle prime impressioni.
In bocca è morbidissimo, vellutato e dolce tanto da sembrare quasi abboccato. E' un vino particolare, unico in alcune sfumature, ma ben bilanciato da una buona acidità che rende il vino fresco e pulito con un retrogusto amarognolo che rende il finale meno stucchevole e scontato rispetto alla beva, che risulta comunque gradevole.

Il Serre è una bella donna, da avventura di una notte più che da lenta e ricercata seduzione. Affascina più per le sue curve e la sua bellezza carnale che per il fascino misterioso dei suoi occhi o l'eleganza nel portamento.

Ideale per chi vuole bere vini immediati e pronti, rotondi e senza spigoli.

Buon rapporto qualità prezzo, sui 9/11€ in enoteca.

A te logo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...