martedì 27 marzo 2012

Una giornata al Vinitaly assaggiando i vini della Puglia

Eccomi qui a cercare di raccogliere le idee dopo i "fumi enoici" di un'intensa giornata spesa al Vinitaly, celebre fiera del Vino di scena a Verona ogni anno in questo periodo.

Non riesco a dare una reale valutazione di insieme, in quanto ho partecipato (insieme a due amici) ad una sola giornata applicando lo schema usato ogni anno, che prevede la visita ad una regione (massimo due) o in alternativa l'assaggio di vini basati su 2/3 vitigni, approccio che credo sia utile per degustare in modo razionale e per evitare di assaggiare troppi campioni con caratteristiche diverse che confondono le idee lasciando ricordi più sfumati.
I produttori con cui abbiamo scambiato pareri erano in generale soddisfatti, anche perchè forse lo spostamento dei giorni (niente sabato quest'anno) ha "filtrato" maggiormente gli accessi, lasciando più spazio alle persone realmente interessate all'evento.

Come tutte le fiere la presenza delle hostess è stata piuttosto "importante" con impatti positivi e negativi allo stesso tempo. Se da una parte un comune mortale ha la possibilità di rifarsi gli occhi, scambiare due battute, raccogliere numeri di telefono con la scusa del blog (magari!), dall'altra a volte capita di doversi raffrontare direttamente con loro per commentare o richiedere più informazioni sui vini che si assaggiano man mano...e spesso sguardi perplessi e sorrisi imbarazzati sono la risposta standard ai nostri incauti quesiti.

Tornando al Vino, la scelta prima menzionata è caduta sulla regione Puglia, Padiglione 10 per la maggior parte dei produttori con qualche azienda collocata nel padiglione 7.
La visita al primo, durata diverse ore, dopo un inquietante inizio condito dalla presenza di Nicki Vendola con fotografi e guardiaspalle a corredo, si è svolta in grande tranquillità e calma. Non troppa gente, degustazioni fatte bene, quasi sempre grande cordialità e professionalità da parte dei produttori, e vini assaggiati spesso molto interessanti.Sicuramente molto più confusione al padiglione 10, abbastanza eterogeneo dal punto di vista geografico, con la presenza di diverse grandi cantine, elemento che probabilmente ha catalizzato maggiormente l'attenzione del pubblico.

Condivido ora una rapida carrellata delle mie impressioni sui vini assaggiati, evidenziando in particolare quelli che mi hanno colpito di più.
Inizio discreto da
Cantele, un grande Primitivo (ES) da Gianfranco Fino, alcuni vini bio di buon livello di Polvanera, degustazione discreta ma senza troppa passione da Torrevento (Vigna Pedale,Kebir), il sempre importante Selvarossa della Cantina due Palme, in particolare la versione 2003, profondo e complesso. Oggi tra l'altro, abbiamo assaggiato in anteprima un rosè molto interessante da uve Primitivo che uscirà a breve sul mercato.
La cantina a sorpresa è stata Duca Carlo Guarini, che non conoscevo. Ottima per taralli, olio e conserve, anche sui vini ha mostrato alcuni spunti di notevole qualità. Oltre dei Negroamaro di pronta beva ma franchi e puliti, abbiamo assaggiato un eccellente vino da dessert: il Rarum fatto con uve Negroamaro e Malvasia nera.
Ottimi i vini di Tormaresca, il già recensito Masseria Maime, ma anche il Primitivo Torcicoda (che tannino!) e il Bocca di Lupo (Aglianico), entrambi da riassaggiare. Eccellente il Kaloro, vino dal nome arabo ispirato ai moscati siciliani, dotato di gran bouquet e personalità.
Straordinaria cordialità e degustazione da Rasciatano. Molto interessanti i suoi vini, prodotti principalmente con uve autoctone Nero di Troia. In particolare 2008 e 2010 mi sono rimaste impresse. Strepitoso il loro olio e i taralli che avevano per accompagnare la degustazione.
Niente di entusiasmante da Conti Zecca, dove il loro vino di punta (Nero) è ancora un pò indietro, mentre ho apprezzato il Salice Salentino Aiace e il Negroamaro in purezza Artas di Castello Monaci.
Per finire un ottimo Primitivo di Manduria (Gioia del Colle) del piccolo produttore Chiaromonte, diversi vini interessanti da De Castris (il solito Five Roses, il sauvignon Case Alte, il moscato Pierale ecc), il Vigna Flaminio e il sempre notevole Graticciaia (anche se forse inferiore a qualche anno fa) di Agricole Vallone.

Esperienza come sempre interessante da tutti i punti di vista, da quello didattico, a quello più sociale e goliardico.
Quest'anno è stato divertente anche "vantare" la presenza di un Wine Blogger all'interno del terzetto..in effetti a qualcosa è servito:)

A te logo amici miei

domenica 25 marzo 2012

Un'idea per il ponte di Pasqua: Laigueglia e la Baia del Sole

Le vacanze di Pasqua sono alle porte, anche se parlare di vacanza in questo caso forse è eccessivo.
Di base al classico weekend si aggiunge solo un giorno, ma potrebbe essere comunque una buona occasione per tirare il fiato, e staccare la spina un pò più a lungo a seconda delle disponibilità di ognuno.

Se avete voglia di "rompere la routine" per qualche giorno, allontanarvi "impunemente" dalla quotidianità, vi consiglio di prendere in considerazione
Laigueglia in Liguria, per cominciare a respirare aria di mare con qualche mese di anticipo.

Laigueglia è un borgo medioevale di notevole fascino, affacciato sulla ridente e ampia Baia del Sole in un microclima eccellente, temperato e mite.
Meta ideale per famiglie con bambini, che hanno la possibilità di godere i piaceri di una località a misura d’uomo, interessante dal punto di vista storico ed eno-gastronomico e particolarmente accessibile in questa stagione, senza gli eccessi e i limiti di spazio tipici del periodo estivo,

La spiaggia, tutto sommato abbastanza ampia, ancora libera di ombrelloni e lettini, si presta bene a lunghe passeggiate a piedi, a giochi in libertà tra sabbia e primi passaggi in acqua, e chiaramente alle prime tintarelle dell'anno comodamente straiati sul proprio telo.
Non mancano gonfiabili, scivoli e altre attrazioni per bambini, focacce e pizze tradizionali per gustose colazioni e pranzetti in spiaggia, o sugli scogli davanti al mare.

Laigueglia ed Alassio sono congiunte da una lunga strada pedonale interamente percorribile a piedi o in bicicletta, ma il tratto più affascinante è quello che dal centro storico del borgo, staccandosi dalla via centrale dove passano le auto, costeggia la spiaggia per circa mezzo chilometro con il mare a pochi passi…fatta al crepuscolo, se il tempo è buono, regala delle sensazioni di benessere e pace incredibili.

Se vi fermate qualche giorno, dovete assolutamente passare Da Federico”, intimo e ottimo ristorante di pesce, che offre oltre ai classici piatti di mare della cucina locale, alcune alternative "esotiche" stuzzicanti e ricette liguri rivisitate in modo originale. Rapporto qualità prezzo interessante, e possibilità di cenare fuori al fresco nella minuscola e deliziosa veranda.

Siamo stati a Laigueglia già due volte, in entrambi i casi abbiamo pernottato al Residence Laigueglia, simpatica pasticceria che offre anche dei mini appartamenti molto confortevoli e adatti per un soggiorno di qualche notte. Provate i baci di Laigueglia mi raccomando!
Un buon punto di partenza per un week end lungo...di successo!

a te logo

sabato 24 marzo 2012

Assaggiamo il Pinot Bianco 2010 della Cantina Sociale di Termeno

Se si è alla ricerca di vini bianchi di livello, difficilmente l'Alto Adige tradisce.
Ce ne sono tantissimi, con la qualità come denominatore comune, sia nei bianchi più ambiziosi, complessi ed importanti, sia nei cosi detti "vini base" che molto spesso stupiscono ancora di più e si fanno apprezzare in numerose occasioni.

Ieri sera ho stappato una delle ultime bottiglie a disposizione, presa in una delle varie scorribande in territorio sud-tirolese, un Pinot Bianco 2010 della cantina sociale di Termeno, fantastico "laboratorio" di grandi bianchi, molto nota per la produzione di Gewurtztraminer sia nella versione secca che in quella dolce.

Il vino si presente bene, con il classico giallo paglierino scarico con qualche leggera venatura dorata.
La gamma di profumi che si affacciano al primo approccio sono il miglior biglietto da visita possibile. Si capisce subito di avere a che fare con un vino fine, profumato e ampio, di qualità.
Fiori bianchi, note di camomilla, te verde e una gran mineralità colpiscono subito con franchezza e semplicità. Un vino piacevole, perfetto nel suo equilibrio pur non avendo ambizioni eccessive.
Note di mela gialla (qualcuno direbbe golden) completano l'ottimo profilo olfattivo.
Buon corpo, grasso e rotondo in bocca, grande acidità che lo rende estremamente fresco gratificante nella beva.

Un bel prodotto e non mi stupisce. In Alto Adige ho bevuto diversi vini bianchi ottimi, senza spendere cifre importanti. La cantina sociale di Termeno, la cantina di Terlano, Colterenzio, Novacella, Falkenstein sono solo alcuni dei nomi che producono vini da menzionare, e potrei andare avanti ancora..

Ottimo rapporto qualità prezzo (sui 7€ in cantina se non erro), vino versatile ideale per aperitivo, da abbinare con antipasti di pesce o verdure, carni bianche, pesce in generale (non grasso), formaggi morbidi.

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